Documento Strutturale di Valutazione dei Rischi: gli aggiornamenti normativi

Due provvedimenti legislativi* in materia di valutazione del rischio strutturale nella scuola hanno recentemente integrato e innovato dalla normativa vigente.

*   la legge 17 dicembre 2021, n. 215 (di conversione del D.L. 21 ottobre 2021, n. 146) e la legge 3 luglio 2023, n. 85 (di conversione del D.L. 4 maggio 2023, n. 48) hanno aggiunto informazioni rispetto a quanto già previsto dall’art. 18, c. 3 del D.lgs. n. 81/2008 

I provvedimenti per la valutazione del rischio

Il primo provvedimento* prevede una più netta distinzione tra gli obblighi a carico dei Dirigenti Scolastici e quelli a carico dell’ente locale (verrebbe da dire: finalmente!).

* ai commi 3.1 e 3.2

Il primo comma recita:

“I dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione (…), necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. In ogni caso gli interventi relativi ;installazione degli impianti e alla loro verifica periodica e gli interventi strutturali e di manutenzione riferiti ad aree e spazi degli edifici non assegnati alle istituzioni scolastiche nonché ai vani e locali tecnici e ai tetti e sottotetti delle sedi delle istituzioni scolastiche restano a carico dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. Qualora i dirigenti, sulla base della valutazione svolta con la diligenza del buon padre di famiglia, rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, possono interdire parzialmente o totalmente utilizzo dei locali e degli edifici assegnati, nonché ordinarne evacuazione, dandone tempestiva comunicazione all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione, nonché alla competente autorità di pubblica sicurezza. Nei casi di cui al periodo precedente non si applicano gli articoli 331, 340 e 658 del codice penale”.

Appare chiaro il tentativo del legislatore di venire incontro alle difficoltà che hanno accompagnato l’operato dei Dirigenti Scolastici, sia riguardo ad una valutazione dei rischi di un qualcosa (edificio, impianti, locali tecnici, ecc.) che la legge* attribuisce all’ente locale e sia consentendo loro di interdire l’uso anche dell’intera struttura laddove, sulla base della valutazione svolta con la diligenza del buon padre di famiglia (si badi bene, non tecnica né diligenza qualificata), rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, senza incorrere nei rischi previsti dal codice penale per l’interruzione di pubblico servizio o di procurato allarme.

* n. 23 del 1996

Il comma successivo dà ulteriori indicazioni in merito alla valutazione dei rischi strutturali stabilendo che, “per le sedi delle istituzioni scolastiche, la valutazione dei rischi strutturali degli edifici e individuazione delle misure necessarie a prevenirli sono di esclusiva competenza dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. Il documento di valutazione (…) è redatto dal dirigente dell’istituzione scolastica congiuntamente all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla fornitura e manutenzione degli edifici”.

Una fase di stallo

Purtroppo questa chiara lettura, che separa la valutazione dei rischi strutturali da quella che potremmo definire più organizzativa, gestionale e collegata ai rischi specifici delle lavorazioni, trova un momento di stallo nell’attesa del decreto attuativo (previsto al paragrafo successivo dello stesso comma) che “il Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, avrebbero dovuto adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 215/2021, al fine di stabilire le modalità di valutazione congiunta dei rischi connessi agli edifici scolastici.

Ad oggi circola solo una bozza di accordo e quindi le istituzioni scolastiche non sono state ancora messe in condizione di poter applicare per intero la nuova disposizione. Un aiuto all’accelerazione di questo ulteriore provvedimento è senz’altro giunto da una recente modifica che ha previsto che per gli enti locali “gli obblighi previsti a carico delle amministrazioni tenute alla fornitura e alla manutenzione degli edifici scolastici statali si intendono assolti con effettuazione della valutazione congiunta dei rischi (…) alla quale sia seguita la programmazione degli interventi necessari nel limite delle risorse disponibili”.

Cosa è cambiato dopo le modifiche?

Come possiamo riassumere l’intera materia alla luce delle modifiche apportate?

Questo sintetico elenco programmatico potrebbe aiutarci: 

a) gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso alle istituzioni scolastiche restano a carico dell’amministrazione tenuta alla loro fornitura e manutenzione;

b) gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81/2008, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti con la richiesta del loro adempimento da parte del Dirigente Scolastico all’amministrazione competente (ATTENZIONE, in questo caso deve intendersi che si trasferisce l’obbligo di intervenire);

c) i Dirigenti Scolastici sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale SOLO se hanno tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici loro assegnati e contemporaneamente, hanno adottato tutte le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente;

d) qualora, sulla base della valutazione svolta, con la diligenza del buon padre di famiglia, i dirigenti scolastici rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, possono interdire parzialmente o totalmente l’utilizzo dei locali e degli edifici assegnati, nonché ordinarne l’evacuazione, dandone tempestiva comunicazione all’amministrazione locale, senza che questa azione veda applicati gli articoli 331, 340 e 658 del codice penale;

e) la valutazione dei rischi presenti nella scuola (contenente l’organigramma della sicurezza, l’identificazione dei lavoratori e delle lavorazioni, la natura dei rischi presenti, la programmazione e l’attuazione delle misure preventive e protettive, la sorveglianza sanitaria, le misure per la gestione dell’emergenza, ecc.) è competenza esclusiva del dirigente scolastico mentre l’individuazione delle misure necessarie a prevenire i rischi strutturali è di esclusiva competenza dell’amministrazione locale;

f) il documento di valutazione dei rischi è redatto dal datore di lavoro congiuntamente all’amministrazione locale, ognuno per la parte di sua competenza.

Conclusioni

Al termine di questa breve esposizione tre riflessioni crediamo siano necessarie. 

La prima è che nella scuola qualsiasi situazione, anche se formalmente a carico dell’Ente locale, NON DEVE MAI VEDERE l’inerzia del Dirigente Scolastico, soprattutto quando detta situazione può determinare conseguenze per i lavoratori e gli allievi.

In tal senso il primo comma di cui sopra dà ampi spazi di manovra e protegge dalle conseguenze penali in caso di chiusure parziali o totali, sempre che le stesse siano giustificabili e non pretestuose (e qui diventa fondamentale l’apporto di un valido RSPP).

La seconda è che, in attesa dell’accordo attuativo, è cosa saggia procedere comunque alla valutazione del rischio strutturale per tutte le situazioni che lo consentono e che sono state, fino ad oggi, comunque valutate dalla scuola.

La terza è che è sicuramente opportuno l’invio, ad ogni inizio di anno scolastico o comunque quando lo si ritiene opportuno, di una nota all’ente locale proprietario dell’immobile nella quale ci si mette a disposizione per compilare il DVR congiunto, ricordando i commi che impongono detta collaborazione all’ente locale. 

E, ovviamente, non sottovalutare mai e comunque gestire, con la diligenza del buon padre di famiglia, ogni potenziale situazione di rischio strutturale o impiantistico che si dovesse presentare.

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