Documento di Valutazione dei Rischi: cosa succede in caso di pubblicità esterna?

Introduzione

Nel maggio 2023, il Garante per la tutela dei dati personali (GTDP) ha pubblicato un nuovo vademecum dal titolo “La scuola a prova di privacy sul trattamento di tali dati nel servizio nazionale di istruzione e formazione, che amplia e sostituisce il precedente emanato nel 2016, sempre in conformità della normativa europea ed italiana.

Il vademecum fornisce chiare e particolareggiate indicazioni alle scuole, alle quali viene chiesto prestare particolare attenzione ai “dati sensibili” quali: dati personali, di genere, condizioni di salute (disabilità, DSA, particolari BES, assenze di studenti e del personale docente e non docente esonero dall’educazione motoria, etc.), condizioni religiose (si pensi alla scelta tra avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica, scelte politiche o sindacali, ecc.).

Il Documento di Valutazione dei Rischi

Anche molti degli adempimenti collegati alla sicurezza necessitano di essere gestiti tenendo conto delle regole collegate alla normativa italiana ed europea sulla privacy.

Basti pensare al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) che “impropriamente” molte scuole rendono pubblico inserendolo sul loro sito internet.

Facciamo un attimo chiarezza su questo punto.

È consentito ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute”. 

* D. Lgs. 81/2008, articolo 18 comma n)

Allo stesso articolo, comma o), si precisa come il Dirigente Scolastico (quale DdL) debba consegnare tempestivamente al Rappresentante dei Lavoratori (RLS), su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, copia del DVR anche su supporto informatico nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati necessari e che il DVR deve essere consultato esclusivamente in azienda.

Da quanto dettato dall’art. 18 si desume che il documento è consultabile “esclusivamente all’interno della scuola” e solo il RLS può avere copia, anche informatica, del DVR, anche se questo documento non potrà uscire dall’edificio scolastico che lo custodisce.

Un’interessante pronuncia del Tribunale di Taranto*, ha considerato illegittima una sanzione disciplinare comminata al RLS di una scuola da parte di un Dirigente Scolastico, in quanto “il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha il diritto di estrarre copia del documento di valutazione dei rischi, e tale documento deve sì essere consultato in azienda, ma non necessariamente nell’ufficio ove è custodito”. 

* Sez. Lav., 26 settembre 2017 n.2944

Inutile dire che nel caso preso in esame dal Tribunale di Taranto il DS aveva preteso che il DVR venisse visionato all’interno dell’ufficio che lo custodiva.

Alcune  sentenze hanno disposto che al lavoratore si può legittimamente impedire l’accesso al DVR per la  prevalenza, rispetto ad una legge generale* di una norma a carattere speciale* che ha posto in essere la necessità dell’elaborazione da parte del datore di lavoro, nell’ambito della propria organizzazione aziendale, di un documento con il quale individuare, con determinati criteri, tutti i rischi correlati all’attività aziendale e alle mansioni specifiche svolte da ogni lavoratore.

* Legge n. 241/1990

* D.lgs. n. 81/2008

Il lavoratore dispone del RLS per poter comunque accedere al DVR.

Detto questo, altre sentenze hanno integrato questa lettura disponendo che anche il lavoratore può (anzi, deve) avere accesso, se lo richiede, non al DVR nella sua totalità ma alla parte (o alle parti) del documento che lo riguarda direttamente, ad esempio alla valutazione dei rischi ai quali è sottoposto.

Cosa che in effetti dovrebbe essere sempre svolta dal RSPP laddove i rischi affrontati dal lavoratore richiedono valutazione, procedure e protezioni (DPI) stabilite nel DVR.

Conclusioni

Fermo restando dunque la possibilità per il RLS di avere copia ma di poterla visionare solo all’interno della scuola e per i lavoratori di avere accesso, su richiesta, alle parti del DVR che li riguardano, che ulteriori conclusioni possiamo trarre?

Il suggerimento è quello di non pubblicare il DVR non essendo un atto dovuto la pubblicità (esterna) dello stesso, potendosi prestare – dal momento che potrebbe contenere informazioni e riferimenti legislativi poco comprensibili ai non addetti ai lavori o anche (inavvertitamente) dati sensibili – a interpretazioni errate, contestazioni o allarmismi inutili, magari in seguito ad una superficiale ricerca sul web.

In questo caso il buon senso ci potrebbe aiutare, nella logica di voler favorire un clima sereno e partecipativo all’interno della scuola.

Un buon modo per condividerlo potrebbe essere coinvolgendo l’ RLS nell’opera di divulgazione dei punti principali del DVR, insieme ad una serie di incontri con l’ RSPP per illustrare il DVR e “spiegarlo” ai lavoratori.  

E se ritenuto opportuno e per i soli argomenti di pubblico interesse (si pensi a lavori dell’ente locale per rischi strutturali presenti), in alternativa alla pubblicazione del DVR sul sito è preferibile dare “informazioni” ai genitori degli allievi che ne fanno richiesta, così da rappresentare anche all’esterno la bontà del lavoro svolto dalla scuola e dell’organizzazione messa in campo per prevenire e gestire le situazioni di rischio rilevate.

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