La digitalizzazione degli appalti

Premessa

La digitalizzazione degli appalti: approfondiamo questo tema. La spinta alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici è considerata come una grande innovazione. Inoltre, è stata inserita tra i principali obiettivi posti con la riforma del Codice degli Appalti, anche dal PNRR.

Per la prima volta, un’intera sezione del Codice degli Appalti viene dedicata alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici. Vengono stabiliti i principi e i diritti digitali sottesi alla partecipazione alle gare pubbliche, tra cui quello dell’unicità dell’invio. In attuazione di tale principio, ciascun dato è fornito una sola volta a un solo sistema informativo. Inoltre esso non può essere richiesto da altri sistemi o banche dati, ma è reso disponibile dal sistema informativo ricevente.

Tale principio si applica ai dati relativi a programmazione di lavori, opere, servizi e forniture. Si applica inoltre a tutte le procedure di affidamento e di realizzazione di contratti pubblici soggette al presente codice e a quelle da esso escluse, in tutto o in parte, ogni qualvolta siano imposti obblighi di comunicazione a una banca dati o a un sistema informativo.

Il nuovo Codice recepisce l’esigenza di “definire le modalità per digitalizzare le procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni e definire i requisiti di interoperabilità e interconnettività”. Un’esigenza prevista tra gli obiettivi più rilevanti del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza.

Partendo dal Codice di amministrazione digitale, viene costituito l’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale (e-procurement). Questo è composto da piattaforme telematiche “certificate”, che assicurano l’interoperabilità dei servizi svolti e la confluenza delle informazioni sulla Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’Anac.

Tutte le gare transitano attraverso le piattaforme abilitate. Pertanto le stazioni appaltanti non dotate di una propria piattaforma devono avvalersi di quelle messe a disposizione da altre stazioni appaltanti.

La centralità della Banca dei contratti pubblici

In tale ecosistema, diviene quindi centrale la Banca Dati Anac. Con essa, diviene fondamentale il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico, già reso operativo dall’Autorità Anticorruzione, nonché l’Anagrafe dell’Operatore Economico.

La Banca dati nazionale dei contratti pubblici è interoperabile con le piattaforme di approvvigionamento digitale utilizzate dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti e con il portale dei soggetti aggregatori, per la digitalizzazione di tutte le fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici, nonché con la piattaforma digitale nazionale dati, con le basi di dati di interesse nazionale e con tutte le altre piattaforme e banche dati dei soggetti coinvolti nell’attività relativa al ciclo di vita dei contratti pubblici.

I soggetti di cui sopra coinvolti nell’attività relativa al ciclo di vita dei contratti sono tenuti ad accreditarsi alla predetta piattaforma, nonché alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Sono tenuti altresì a rendere disponibili le proprie basi dati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il tutto agendo nel rispetto delle linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) in materia di interoperabilità.

La digitalizzazione degli appalti: le informazioni da trasmettere


La Banca dati nazionale dei contratti pubblici rende disponibili mediante interoperabilità i servizi e le informazioni necessarie allo svolgimento delle fasi dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici. Con proprio provvedimento l’ANAC individua le informazioni che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenuti a trasmettere alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici attraverso le piattaforme telematiche.

Ad ANAC viene affidata, inoltre, la pubblicità legale degli atti, riportati sul portale istituzionale. Ad essa viene inoltre affidata anche quella dei dati relativi ai singoli appalti, incluso l’elenco degli operatori economici invitati. Si prevede inoltre che tutte le comunicazioni e gli scambi d’informazione avvengano mediante le piattaforme dell’ecosistema nazionale sui contratti pubblici e solo per quanto non ivi previsto attraverso l’utilizzo del domicilio digitale.

I principali obiettivi della digitalizzazione saranno:

– Semplificare e velocizzare tutte le fasi del ciclo di vita dei contratti
– Qualità e tempestività dei dati raccolti
– Maggiore trasparenza e condivisione delle informazioni
– Attuazione del principio di unicità dell’invio e del luogo di prima pubblicazione
– Monitoraggio tempestivo del mercato e prevenzione di fenomeni distorsivi.

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