Docenti e viaggi di istruzione: di chi è la colpa quando succede qualcosa?

Il caso dei docenti multati per non aver fatto rispettare l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza agli studenti in gita ci ha fornito un assist per fare una volta per tutte chiarezza sulla normativa. 

L’articolo 172* del Codice della Strada rende obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza su tutti i veicoli in qualsiasi condizione di marcia, fatta eccezione per gli autobus in servizio che prevedono il trasporto di passeggeri in piedi.

* modificato dal Decreto Legislativo del 13 marzo 2006 n.150 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 aprile 2006) ed  entrato in vigore il 14 aprile 2006 

La principale novità sancita dal decreto è l’estensione dell’uso delle cinture a: 

  • tutti i veicoli adibiti al trasporto di persone a prescindere dal peso e dai posti a sedere (autobus) 
  • taxi e noleggio di piazza 
  • tutti i veicoli adibiti al trasporto di cose a prescindere dalla massa (autocarri, autosnodati, veicoli per trasporti eccezionali, ecc…)

Detto ciò, è obbligo della stazione appaltante verificare che i mezzi adibiti per i viaggi di istruzione siano a norma.

Quindi, se non ci si avvede che i mezzi non sono adeguati al trasporto di alunni minorenni, la responsabilità ricade tutta in capo al DS e ai docenti. 

Se non ci sono le cinture, non si sale sull’autobus, la ditta incaricata cambia pullman e si attende un automezzo a norma di legge.

Citando il Vademecum per viaggiare in sicurezza stilato dalla Polizia Stradale “Se l’autobus è dotato di cinture di sicurezza, i passeggeri devono utilizzarli e devono essere informati, mediante cartelli, pittogrammi o sistemi audiovisivi, di tale obbligo. Se il mancato uso riguarda un minore ne risponde il conducente o chi è tenuto alla sua sorveglianza, qualora si trovi a bordo del veicolo”. 

A proposito di responsabilità dei docenti…

Un ragazzo di 16 anni in gita è caduto dal letto a castello mentre dormiva e ha riportato fratture varie, anche scomposte. 

La famiglia, sporta denuncia, ha richiesto un risarcimento alla scuola reputando responsabilità degli accompagnatori quella di verificare che le stanze d’albergo fossero a norma e non sussistessero situazioni di rischio a carico degli alunni minorenni. 

I professori avrebbero dovuto fare il giro delle stanze e chiedere all’albergatore di spostare i ragazzi in camere che non fossero dotate di letto a castello. Se l’albergatore non avesse avuto disponibilità, si sarebbe dovuto contattare immediatamente l’agenzia organizzatrice che avrebbe dovuto provvedere a trovare una soluzione, a costo di cambiare albergo.

In tema di responsabilità della scuola a seguito di un infortunio occorso ad un alunno durante la gita scolastica, la presunzione di responsabilità posta a carico dei precettori* si applica in presenza di un danno causato da fatto illecito dell’allievo nei confronti di terzi, e non in riferimento al danno cagionato dall’allievo nei suoi stessi confronti. 

*art. 2048, comma 2 c.c.

Mentre nel primo caso per superare la presunzione di responsabilità che grava sull’insegnante occorre che questi provi di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure idonee ad evitare una situazione di pericolo in grado di portare poi al danno, nel secondo caso la responsabilità dell’Istituto Scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale.

Tale responsabilità ha le fondamenta nell’iscrizione dell’allievo e la conseguente ammissione nella scuola, ed è proprio da questo rapporto che sorge, a carico dell’Istituto, l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica.

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