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Valutazione docenti e presidi: le reazioni di politica e insegnanti

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Di fronte alla notizia che il Ministro Bianchi sta pensando a un sistema di valutazione per docenti e presidi, non si sono fatte attendere le reazioni positive o negative. Prima di guardarle nel dettaglio, è bene però sgombrare il campo da alcuni dei dubbi che sono emersi. Il Ministro dell’Istruzione ha infatti chiarito che:

  • non sono previsti sistemi di votazione o pagelle per insegnanti e dirigenti;
  • potrebbe essere valutata la reintroduzione dell’ispettore;
  • l’obiettivo è quello di migliorare la qualità della scuola, senza alcun carattere punitivo verso gli stipendi o le carriere.

Posta questa base, cerchiamo di capire com’è stata ricevuta la notizia.

Reazioni positive alla valutazione: politica e sindacato presidi

Il primo plauso alla proposta del Ministro Bianchi arriva da Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione della Regione Veneto. Davanti alla necessità di valorizzare il lavoro degli insegnanti, l’assessore specifica che così
emergeranno coloro che motivati non sono e spesso ostacolano il percorso educativo e formativo. La scuola è fatta per la maggior parte da bravi insegnanti, che solo un sistema di valutazione può far emergere.
Elena Donazzan dice anche che dovrebbe essere istituito un sistema di valutazione in entrata, così da evitare chi sceglie l’insegnamento per ripiego.

Anche l’Associazione Presidi Lazio esprime un relativo accordo verso le proposte del Ministro dell’Istruzione. In particolare, Mario Rusconi rileva la necessità di fornire la scuola con una bussola che sia in grado di valorizzare gli insegnanti meritevoli.

Antonio Giannelli, presidente dell’ANP, sostiene l’importanza di un meccanismo che serva a valutare l’operato dei docenti. Ma non solo: la valutazione dovrebbe passare per dei comitati interni alle scuole, così da riconoscere le potenzialità dei singoli insegnanti e le loro carenze.
Le associazioni dei presidi nulla tuttavia dicono sulla possibilità di esaminare anche le attività dei Dirigenti Scolastici.

Simile alla posizione di Giannelli è quella di alcuni membri del mondo della cultura. Nello specifico, Paola Mastrocola, scrittrice e insegnante, e Luca Ricolfi, sociologo, pongono l’accento su una valutazione effettuata dai presidi, che conoscono docenti e didattica dei loro istituti.

I NO alla valutazione: la posizione del sindacato ANIEF

Fra le posizioni in disaccordo con la proposta, spicca quella dell’ANIEF. Secondo l’Associazione nazionale insegnanti e formatori, infatti, sono ben altre le priorità della scuola:

  • potenziamento delle risorse per le strutture scolastiche;
  • inversione di tendenza sui tagli alle ore del monte settimanale;
  • soluzione ai problemi delle classi pollaio e degli organici sempre più ridotti;
  • rinnovo contrattuale degli insegnanti.

Per Marcello Pacifico, segretario dell’ANIEF, con la valutazione dei docenti e dei presidi si introdurrebbe nella scuola un modello aziendalista che privilegia esclusivamente i numeri. Un po’ quello che al momento sono le prove INVALSI per gli studenti, al di là del loro carattere di terzietà.
Oltre a ciò, Pacifico afferma che l’operato degli insegnanti è già vagliato dagli studenti, che li osservano minuto per minuto:
anziché imbarcarsi in improbabili e inutili modelli valutativi del corpo docente, […] perché al Ministero dell’Istruzione non si impegnano per garantire più tempo scuola, da svolgere in classi più grandi di spazio e con meno alunni, con più insegnanti?


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data