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Tesoreria unica per le istituzioni scolastiche: criteri di affidamento

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Con il Decreto Legge 95/2012 è stato introdotto il sistema della tesoreria unica per tutte le istituzioni scolastiche autonome; questa decisione, però, non esclude del tutto gli istituti cassieri nelle varie attività finanziarie delle scuole.
Ecco qualche chiarimento utile.

Cos’è l’istituto cassiere?

L’istituto cassiere è un istituto di credito che si occupa delle movimentazioni economiche della scuola: riscossione delle entrate con emissione di reversale di incasso e attività di pagamento delle spese con emissione del mandato di pagamento.

Le sue azioni possono comprendere anche l’attivazione di alcuni servizi opzionali quali l’accensione di mutui, le anticipazioni di cassa e l’utilizzo della carta di credito.

Il rapporto stabilito tra istituzioni scolastiche e istituti cassieri è regolamentato da una convenzione di cassa specifica che disciplina tutte le attività correlate.

Come avviene l’affidamento

L’attenzione, a questo punto, deve ricadere sulla procedura per l’affidamento del servizio di cassa, che deve rispettare il D.lgs. 50 del 2016 (e successive modifiche) e ill D.I. 129 del 2018.

Secondo il Regolamento di Contabilità all’art 20 comma 3: “Il servizio di cassa è affidato ad un unico operatore economico in possesso delle necessarie autorizzazioni previste dalla legge utilizzando gli strumenti di acquisto e di negoziazione eventualmente predisposti da Consip S.p.A., d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, anche sulla base degli schemi di cui al comma 5”.
[…]
“In assenza degli strumenti di acquisto e di negoziazione di cui al precedente comma (Consip) l’affidamento del servizio viene effettuato mediante le procedure ad evidenza pubblica con le modalità stabilite dalla normativa vigente. A tali fini, il dirigente scolastico stipula apposita convenzione alle migliori condizioni del mercato per quanto concerne i tassi d’interesse attivi e passivi, il costo delle operazioni e le spese di tenuta conto, comparate, in caso di sostanziale parità, con altri benefici concessi dal predetto istituto, sulla base degli schemi tipo predisposti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze”.
Sottinteso che l’applicazione della normativa vigente rimane invariata, rimangono comunque da attenzionare gli schemi ministeriali che cercano di uniformare le procedure, con la conseguenza che rimane in sospeso la possibilità di affidare direttamente la gestione del servizio di cassa.

Fermo restando che il valore medio stimato del servizio in oggetto non supera mai le soglie per procedere con affidamento diretto, è anche vero che gli schemi tipo non contemplano modelli per procedere con affidamento diretto.

Gli schemi, invece, propongono una lunga serie di moduli destinati ad atti di gara: capitoli tecnici, allegati per la presentazione delle offerte e schemi di convenzione, facendo riferimento solo a due procedure pubbliche, cioè la procedura aperta e la procedura negoziata.

Il criterio del minor prezzo

Un’altra questione sulla quale porre l’attenzione riguarda il criterio del minor prezzo sul quale si basa l’affidamento del servizio di cassa. Questo criterio non fa riferimento solo all’importo annuale che la scuola deve corrispondere all’istituto cassiere per il servizio offerto, ma altre ad altri servizi indicati sempre dagli schemi:

  • spese annuali per l’attivazione e la gestione delle carte di credito;
  • spese annuali per l’attivazione e la gestione delle carte di debito;
  • tasso annuale d’interesse passivo sulle anticipazioni di cassa.

Tra i servizi “extra” rientrano anche:

  • la commissione a carico dell’istituto per singola operazione compiuta per riscossione tramite bonifico;
  • la commissione per transazione inerente al servizio di riscossione attraverso procedura MAV bancario e postale;
  • la commissione a carico dell’istituto per singola operazione di pagamento ordinato dallo stesso istituto tramite bonifico (esclusi bonifici stipendi e rimborsi spese per i dipendenti);
  • gli oneri di ricarica delle carte prepagate emesse dal gestore;
  • gli oneri delle carte prepagate tramite circuito interbancario.

Trattandosi di spese abbastanza numerose, che potrebbero incidere notevolmente sui costi dell’istituzione, è necessario il supporto di schemi ministeriali che possano determinare il punteggio massimo da attribuire a canoni e compensi per i vari servizi precedentemente menzionati.

 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data