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Terza dose vaccino anti-Covid per over 60: Uil chiede priorità per insegnanti e ATA

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Il dibattito scientifico sulla somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid e su come procedere è ancora in corso: se, da una parte,il ministro della salute Speranza ha confermato la somministrazione, a oggi, di ben 700mila terze dosi, dall’altra la Uil Scuola chiede una via preferenziale per insegnanti e personale scolastico.

Domenico Proietti e Pino Turi, rispettivamenteil segretario confederale e il segretario generale Uil Scuola, hanno infatti dichiarato:

“Tra le molte categorie di lavoratori interessate alla terza dose di vaccinazione crediamo debbano rientrare gli insegnanti, che sono stati tra i primi ad essere vaccinati con Astrazeneca. Gli insegnanti operano a diretto contatto con i ragazzi prevalentemente non vaccinati e quindi necessitano di essere ricompresi tra le priorità”.
Secondo l’ultimo report della struttura commissariale, infatti, sono ben 1.366.436 i soggetti compresi nella fascia 12-19 anni che non hanno ancora ricevuto la prima dose, fermo restando che non esiste ancora un vaccino per i ragazzi under 12 e che la campagna vaccinale destinata a questa fascia di età non è del tutto ottimale.

Insegnanti con più di 60 anni verso la terza dose

L’ultimo rapporto Inapp ha rilevato che il 22% degli insegnanti italiani ha più di 60 anni; ciò significa che ogni 100 insegnanti, 22 si apprestano a ricevere la terza dose di vaccino anti-Covid, per un totale di circa 176mila persone.

Tra corpo docenti e personale ATA, si contano ancora oggi circa 90mila persone non ancora vaccinate, chi per problemi di salute, chi per altri motivi. Sono molte le regioni che hanno già aperto delle apposite piattaforme per la prenotazione riservata a soggetti fragili e sanitari, quindi presto potrebbe arrivare il turno della scuola.

Il via libera di Roberto Speranza

In merito alla terza dose di vaccino anti-Covid, il ministro della salute Roberto Speranza ha dichiarato: “Ci si può vaccinare con la terza dose a partire dai 60 anni. E invito gli tutti gli over 60 a farla, a partire dal personale sanitario e dalle Rsa, per chi siano passati i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Io penso che questo sia fondamentale per proteggere ancora meglio i nostri cittadini”. Inoltre, ha rassicurato sulle scorte, affermando che: “non abbiamo nessun problema, le dosi ci sono”.

Ilaria Capua preannuncia possibili effetti collaterali

“A chi la farà, dico che si sente” ha dichiarato la professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’Università della Florida. E aggiunge: “Ho fatto la terza dose, sono contenta di averla fatta. Si sente, è una stimolazione aggiuntiva, che avviene per moltissimi tipi di vaccino“.

La popolazione ha già avuto a che fare con alcuni effetti collaterali post-somministrazione, quali febbre, spossatezza, dolori muscolari e mal di testa. Probabilmente, anche a seguito della terza dose bisognerà fare i conti con qualche giorno di malessere e fastidi.

Contagi da Covid in aumento per l’Europa: l’allerta di Pregliasco

La situazione europea dimostra segni di cedimento, rilevando un considerevole aumento di contagi da Covid-19. A confermarlo è Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano: “Anche da noi stanno per arrivare freddo e sbalzi termici. Abbiamo riaperto le attività lavorative e le scuole. Bisognerà vedere solo quando arriverà anche in Italia il colpo di coda, ma rischiamo lo stesso scenario, con la compresenza del virus influenzale. In altri Paesi il freddo arriva prima e in più l’UK ha commesso l’errore di aver riaperto tutto”.
Al contempo, tranquillizza sulla variante delta plus, sostenendo che: “Il fatto che non abbia preso così tanto slancio vuol dire che non ha una grande capacità diffusiva. È presente in piccole percentuali anche in Italia. Il dato inglese è intorno al 6-10% ed esiste da un po’. Sembra che non cambi le caratteristiche della malattia ma sarebbe solo un 10% più contagiosa. Quindi la colpa principale dell’UK è non aver fatto niente. È chiaro che adesso debbano aumentare le restrizioni”.
Secondo Pregliasco, quindi, il principale motivo della diffusione della nuova variante risiede nell’eccessiva temerarietà del governo inglese, con una riduzione delle restrizioni e una maggiore libertà per la popolazione. Il suo invito implicito per l’Italia, quindi, risiede nel non adagiarsi e nel continuare a portare avanti regole dure ma, a quanto pare, efficaci.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data