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Supplenze ATA III fascia: il supplente nominato con punteggio errato ha diritto al punteggio, lo stabilisce il D.M.

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Giungono in redazione tantissime segnalazioni su provvedimenti SBAGLIATI di rettifica punteggio emessi dalle scuole che erroneamente non attribuiscono nessun punteggio al sevizio prestato. Abbiamo più volte chiarito che il servizio va dichiarato di fatto solamente in due casi: in assenza del titolo di studio richiesto per l’accesso al profilo e/o ai profili richiesti o sulla base di dichiarazioni mendaci.

Il fatto:

Nel 2017, presento domanda personale ata, inserendo come titolo di accesso diploma di perito tecnico industriale  e un attestato conseguito in seguito a un corso socio sanitario di 60 ore( nello specifico corso O.V.A.S OPERATORI VOLONTARI ASSISTENTI SANITARI) rilasciato dalla regione siciliana con D.A 25/ 03/2004. La scuola capofila mi attribuisce nel profilo di collaboratore scolastico il punteggio 7.7 riconoscendomi l’attestato in questione. Ad ottobre 2020 ricevo la mia prima supplenza come collaboratore scolastico. Ad aprile del 2021 la scuola inizia a fare i controlli per un eventuale convalida del punteggio e ricevo decreto di rettifica del punteggio, la scuola ritiene che l’attestato O.V.A.S non sia valido mi toglie un punto, mi licenzia e mi toglie il punteggio del servizio prestato. Io mi chiedo qual è il mio errore? Leggendo il bando del 2017 io non riesco a capire come avrei dovuto accorgermi che l’attestato non fosse valido. Non ho dichiarato il falso. Ho visto situazioni simili alla mia in cui i colleghi non hanno perso il punteggio del servizio prestato o addirittura non sono neanche stati licenziati. Non capisco come nella pubblica amministrazione non venga utilizzato lo stesso criterio per tutti. Non replico sulla rettifica o sul licenziamento ma mi chiedo se era veramente necessario togliermi il punteggio del servizio ? 

di Giovanni Calandrino – diciamo da subito che il punteggio del servizio prestato non andava dichiarato di fatto, in quanto il nostro lettore ha prestato il servizio in possesso del corretto titolo di studio d’accesso.

Tuttavia il titolo di O.V.A.S OPERATORI VOLONTARI ASSISTENTI SANITARI di sole 60 ore, a parere dello scrivente, non è equiparabile ad una certificazione OSA o OSS che invece hanno una durata di formazione di circa 1000 ore. Dunque bisognava procedere alla rettifica punteggio salvaguardando il diritto al punteggio del servizio prestato.

IL SERVIZIO PRESTATO CON PUNTEGGIO SBAGLIATO VA DICHIARATO DI DIRITTO

Lo stesso D.M. 50/2021 ribadisce che SOLO l’eventuale servizio prestato dall’aspirante in assenza del titolo di studio richiesto per l’accesso al profilo e/o ai profili richiesti o sulla base di dichiarazioni mendaci, e assegnato nelle precedenti graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia, sarà, con apposito provvedimento emesso dal Dirigente scolastico già individuato al comma 11, dichiarato come prestato di fatto e non di diritto, con la conseguenza che lo stesso non è menzionato negli attestati di servizio richiesti dall’interessato e non è attribuito alcun punteggio, né è utile ai fini del riconoscimento dell’anzianità di servizio e della progressione di carriera, salva ogni eventuale sanzione di altra natura.

Dunque solo in due casi il punteggio va dichiarato di fatto e non di diritto:

  1. assenza del titolo di studio richiesto per l’accesso al profilo e/o ai profili;
  2. dichiarazioni mendaci.

Inoltre l’USR Toscana ha chiarito anche un altro aspetto con la nota (AOODRTO. REGISTRO UFFICIALE. U.0002662 del 2 marzo 2021),dove si afferma che, in caso di errori nell’attribuzione delle supplenze da parte delle scuole, va riconosciuto il punteggio per il servizio prestato.

Il Direttore Generale dell’USR Toscana, ha chiarito che “il servizio effettivamente prestato in virtù di un rapporto di lavoro, successivamente oggetto di risoluzione o recesso da parte della scuola, in conseguenza di una rettifica del punteggio e del conseguentemente riposizionamento in graduatoria, per cause non addebitabili all’interessato, produce effetti anche ai fini giuridici ed economici, per il periodo in cui vi è stata regolare prestazione lavorativa”.

 


 

Fonte: Orizzonte scuola - ATA | pubblicato in data