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Rinnovo contratto scuola 2021: domani l'assemblea dei lavoratori ENEA

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È prevista per martedì 9 novembre un’assemblea online dei lavoratori dell’ENEA sul rinnovo del contratto nazionale istruzione e ricerca.

Il contratto scuola, scaduto nel 2018 e non rinnovato per il triennio 2019-2021, è in discussione ormai da mesi. Le richieste dei sindacati si sono scontrate con le vaghe promesse del Governo, e la prima cabina di regia sul PNRR non ha portato a notizie certe, sul fronte degli investimenti per la scuola.

L’obiettivo dell’assemblea dei lavoratori ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è fare il punto della situazione sugli interventi necessari per il comparto scuola.

Quali sono le richieste in vista del rinnovo contrattuale?

Rinnovo contratto scuola 2021: le previsioni sull’aumento delle retribuzioni

Il nodo principale, ne abbiamo già parlato, è quello delle retribuzioni per docenti e personale ATA. Il caso dei docenti è quello più discusso, con stipendi che sono più bassi:

  • rispetto alla media europea per le medesime mansioni;
  • rispetto alla media italiana per i medesimi titoli di studio.

Di fronte alle richieste dei sindacati, ovvero aumento di almeno 300 euro lordi su base mensile, al momento le cifre previste dalla Legge di Bilancio potrebbero essere diverse. Per essere più precisi, circa un terzo o anche meno. Se infatti lo stanziamento complessivo supera di poco i 3,5 miliardi, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale si parla di 100 euro lordi in busta paga o poco più. Con questa situazione, è difficile non vedere nel rinnovo della carta del docente un mero palliativo di un blocco contrattuale che va avanti ormai da quasi tre anni.

Gli altri nodi del contratto nazionale istruzione e ricerca

Non solo retribuzioni e incrementi salariali sul tavolo del rinnovo contrattuale del settore istruzione. Come segnalato da FLC CGIL, che parteciperà all’assemblea di domani dei lavoratori ENEA, le questioni riguardano anche altri ambiti. Nello specifico, si parlerà:

  • della riforma degli inquadramenti professionali del personale tecnico-amministrativo e dei ricercatori;
  • dell’importanza crescente assunta dallo smart working e dal lavoro agile, che dovrà essere previsto su base contrattuale almeno a partire dal 2022;
  • della contrattazione integrativa, che si lega alla valorizzazione del ruolo delle RSU.

Quest’ultimo in particolare è un ambito particolarmente importante per quanto riguarda le retribuzioni dei coordinatori di classe, che dipendono direttamente dall’opera di contrattazione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Per ciò che riguarda il lavoro agile, invece, all’inizio dell’anno scolastico sul tema si era espresso anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, secondo il quale il contratto dovrà prevedere:
diritti e doveri, come si farà, chi lo farà, la disconnessione, la produttività. Stiamo lavorando all’organizzazione sul lavoro da remoto, obiettivi, metodi, premi, formazione.

Le prospettive sul rinnovo contrattuale

Che del rinnovo contrattuale per il comparto istruzione e ricerca si parli così tanto, è un segno che qualcosa si muove nella giusta direzione. I continui botta e risposta fra i sindacati – FLC CGIL e Anief in testa – e il Governo, ma anche l’interessamento di altri enti come Eurydice, vuole significare proprio questo.

Che l’attenzione sul rinnovo del contratto scuola non può cessare fino al raggiungimento di un risultato che riconosca l’importanza, per la scuola pubblica, dei suoi lavoratori.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data