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Riforma reclutamento e taglio del personale: Draghi vuole ridurre l'organico di potenziamento per poter retribuire gli insegnanti più formati.

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La riforma di reclutamento e formazione dei docenti proposta dall’attuale governo Draghi è in Senato ed è in corso il consueto iter di approvazione definitiva.

Il testo della riforma è stato e continua comunque ad essere oggetto di contestazione e disaccordo. Tra i punti più discussi quello riguardante la formazione continua dei docenti, specie in vista delle ultime dichiarazioni del primo ministro.

Tagliare l’organico di potenziamento per trovare fondi per pagare la formazione docenti

La formazione incentivata richiede il ritrovamento straordinario di fondi, che sembra possano arrivare dalla riduzione dell’organico attuale.

Il taglio cattedre dovrebbe riguardare in primis quelle che svolgono attività di potenziamento, ma non è da escludere si possa arrivare a ridurre l’organico ordinario.

Un’eventualità segnalata dal servizio di bilancio del Senato che collega la questione dei tagli a quella dei pensionamenti, in quanto, come si legge su Italia Oggi:
“si intuisce che dove i posti di potenziamento fossero attualmente coperti in prevalenza da personale più giovane, vi sarebbero proporzionalmente meno cessazioni annue”
Il taglio dell’organico di potenziamento potrebbe dunque non essere sufficiente a garantire la possibilità di retribuire correttamente i docenti più formati. Non c’è dubbio che la questione, continuerà a far discutere.

Cos’è l’organico di potenziamento nelle scuole

Cosa si intende precisamente per “Organico di potenziamento”? Questa categoria di personale è stata utilizzata solo nell’a.s 2015/16, per poi confluire nell’organico dell’autonomia.

Secondo il DI n.90/2022 i posti all’interno dell’organico dell’autonomia sono così distribuiti:

  • 620.256 posti comuni. Di questi, 2.247 posti/ore sono ricondotti all’insegnamento dell’educazione motoria a scuola primaria e 8.741 alle classe da costituire in deroga secondo i limiti espressi al DPR 81/09;
  • 50.202 posti comuni di potenziamento
  • 117.170 posti di sostegno. Di questi, 6446 posti di potenziamento sono riservati al sostegno.

Secondo la nota n.2852, datata 5 settembre 2016 il M.I ha specificato che tra docenti curricolari e di potenziamento non sussiste alcuna differenza contrattuale. Allo stesso modo le attività dei due tipi di docente sono interscambiabili, di conseguenza l’organico di potenziamento può svolgere attività curricolari e viceversa.

Da queste considerazioni si evince come un taglio del personale di potenziamento andrebbe in realtà a scombinare parecchi equilibri che garantiscono la continuità didattica nelle scuole.

I tagli andrebbero inoltre a riguardare parimenti:

  • Assegnazioni provvisorie
  • Supplenze al 31 agosto
  • Trasferimenti dei docenti
  • Immissioni in ruolo

Previsti 1600 posti tagliati nel 2026/27 e poi altri 2000 annui nel periodo che va dall’a.s 2027/2028 al 2030/2031.

È dunque prevedibile che possano esserci degli aggiustamenti alla riforma per evitare che la nuova formazione dei docenti vada a intaccare troppo il sistema scuola così per com’è attualmente.

Formazione docenti. Come funziona con la riforma

La riforma prevede una formazione incentivata dei docenti. Questa sarà obbligatoria per i docenti neoassunti mentre volontaria per gli altri. Ha una durata triennale e i migliori docenti, per valutazione, avranno un premio accessorio, una tantum. Nel 2026, anno in cui si concluderanno i primi percorsi formativi, i fondi per il premio ammonteranno a 20 milioni, crescendo fino a:

  • 85 milioni nel 2027
  • 160 milioni nel 2028
  • 236 milioni nel 2029
  • 311 milioni nel 2030
  • 387 milioni dal 2031 in poi

 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data