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Rientro in classe del 7 gennaio: le risposte alle domande delle scuole. La nota dell’Usr Lazio

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Decine di scuole hanno posto una questione pregiudiziale, lamentando l’impossibilità ad adempiere alle prescrizioni prefettizie sul ritorno a scuola del prossimo 7 gennaio. Per questo l’Ufficio Scolastico del Lazio, con la nota. n.39675 del 29 dicembre, dà ulteriori indicazioni in merito alla ripresa delle attività didattiche in presenza e risponde in merito ai quesiti posti dalle scuole.

Leggi la nota dell’Usr Lazio

1. Posso fare a meno di rispettare le due fasce orarie di ingresso 8.00 – 10.00, o di aprire il sabato ?

Solo quando vi sia la completa impossibilità a organizzarsi in tal maniera o se gli obiettivi relativi al trasporto pubblico siano raggiunti diversamente (vedi ad es. la domanda n.3), e solo su autorizzazione dell’Ufficio scolastico regionale. Le scuole che ritengano di trovarsi in tale situazione dovranno chiedere al proprio Ufficio scolastico provinciale di farsi tramite di una richiesta di deroga, che dovrà essere adeguatamente motivata.

2. Le difficoltà organizzative derivanti dalle due fasce di ingresso 8.00 – 10.00 e dall’apertura di sabato sono sufficienti, se ben rappresentate, a ottenere una deroga ?

No. È ben chiaro che riorganizzare gli orari a metà anno è complesso, per l’orario di uscita dei ragazzi, per la necessità di coordinare le scuole interessate dalle cattedre a orario esterno, per le esigenze spesso contrastanti delle famiglie e del personale, per la presenza di lavoratori anch’essi pendolari, ecc. Tuttavia, non può non prevalere la tutela della salute pubblica e individuale, che rende necessario questo nuovo sforzo. La scuola ha già dimostrato ampiamente, da marzo in poi, di essere in grado di organizzarsi nell’interesse degli studenti.

3. I miei studenti non usano i mezzi pubblici. Posso derogare alle indicazioni circa gli orari di ingresso?

Sì. Le scuole che per ragioni contingenti siano frequentate esclusivamente da studenti che non utilizzano i mezzi pubblici possono fare a meno di aderire alle prescrizioni sugli orari di ingresso. A tal fine, devono comunque chiedere l’autorizzazione all’Ufficio scolastico regionale per il tramite del competente ufficio provinciale.

4. L’azienda di trasporto pubblico locale che serve la mia scuola (diversa da ATAC e COTRAL) mi consente di prescindere dalle indicazioni sugli orari di ingresso. Posso farlo ?

Sì, purché vi sia un impegno formale dell’azienda. A tal fine, le scuole interessate devono comunque chiedere l’autorizzazione all’Ufficio scolastico regionale per il tramite del competente ufficio provinciale, allegando la nota ricevuta dall’azienda, diversa da ATAC e COTRAL. ATAC e COTRAL, invece, hanno già rappresentato ai tavoli prefettizi la necessità delle due fasce orarie 8.00 e 10.00 e, quando si giungerà al 75% di studenti in presenza, anche dell’uso del sabato.

5. Le prescrizioni relative agli orari di ingresso possono essere rispettate “compensando” le quote tra scuole diverse ?

Sì, purché si tratti di plessi serviti dagli stessi mezzi pubblici, ad es. perché contigui. Nel caso in cui i plessi appartengono a istituzioni distinte, occorrerà un accordo formale.

6. Posso organizzare l’orario su sei giorni anche per gli studenti, per farli uscire prima il pomeriggio ?

Solo se l’azienda di trasporto pubblico locale comunica formalmente che ciò non pregiudica il rispetto delle prescrizioni volte a contenere l’epidemia. ATAC e COTRAL hanno già rappresentato ai tavoli prefettizi che è necessario, per quanto di loro competenza, che le scuole aprano anche il sabato lasciando però gli studenti su cinque giorni, così da ottenere un’ulteriore riduzione di un quinto nel numero di studenti che ogni giorno utilizzano i trasporti.

7. I miei studenti entravano alle 8 e alle 9. Se la prima ora del gruppo delle 9 venisse assicurata in DDI, gli studenti entrerebbero alle 10 senza necessità (o quasi) di modifiche all’orario. Posso farlo ?

Sì, purché sia rispettato il diritto soggettivo di ciascuno studente a frequentare in presenza per il 75% del tempo-scuola (il 50% sino al 16 gennaio).

8. Posso lasciare una maggior quantità di studenti in didattica digitale integrata, e conseguentemente evitare di riorganizzare gli orari ?

No. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 e l’ordinanza del Ministro della salute 24 dicembre 2020 conferiscono a ciascuno studente il diritto soggettivo a svolgere l’attività didattica in presenza per il 50% del tempo-scuola tra il 7 e il 16 gennaio, e per il 75% dal 18 gennaio in poi. Salvo nuove e diverse prescrizioni governative, non è consentito ridurre tali percentuali. Riduzioni unilaterali potrebbero essere contestate giudizialmente dalle famiglie. Rimane ferma la possibilità per gli studenti di rinunciare a tale diritto ad es. perché “fragili”, purché seguano a distanza.

9. Posso fare a meno della didattica digitale integrata e riportare tutti gli studenti in presenza ?

Solo se si tratta di una misura necessaria per la corretta inclusione degli studenti con disabilità, oppure se nessuno studente si avvale del trasporto pubblico locale. Diversamente, verrebbero lese le misure di contenimento dell’epidemia, senza che vi sia una previsione normativa che lo consenta, sinora prevista solo per l’inclusione degli alunni con disabilità o altri BES.

10. Gli studenti possono consumare un pasto al banco, se lo desiderano ?

Sì, come già capita per le scuole del primo ciclo che hanno utilizzato il refettorio per inserirvi una o più aule, avendo cura di areare bene gli spazi.

11. A chi spetta riorganizzare l’orario di lavoro degli assistenti specialistici agli studenti con disabilità, in ragione dei nuovi orari di ingresso ?

Spetta al soggetto che ha stipulato il contratto con la cooperativa che li fornisce. Di solito, si tratta della scuola, che provvede coi fondi regionali. La riorganizzazione può avvenire, a parità di budget, anche avvalendosi dei recuperi orari derivanti dalle assenze o dalle ore non svolte sino a questo momento.

12. Le famiglie lamentano l’incompatibilità tra i nuovi orari di ingresso e l’orario in cui si muovono per accompagnare i figli a scuola e per andare, poi al lavoro. Cosa posso rispondere ?

Sono in corso tavoli, presso le Prefetture, per rivedere anche gli orari di apertura delle attività produttive e dei servizi, nel senso di un maggiore scaglionamento e di una maggiore flessibilità. I tavoli termineranno i lavori prima del 7 gennaio.

13. Ci saranno risorse aggiuntive di personale, in particolare collaboratori scolastici, per agevolare la riorganizzazione degli orari?

L’intesa in Conferenza unificata del 23 dicembre dà conto dell’impegno del Governo a «individuare ulteriori risorse ad incremento del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa, per il riconoscimento di salario accessorio al personale ATA, al fine di garantire il proseguimento del funzionamento delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado anche nelle ore pomeridiane». Il Governo è, quindi, ben consapevole della necessità e potrà provvedere, ad es. in occasione del prossimo decreto legge che autorizzerà un ulteriore scostamento di bilancio

 


 

Fonte: Tutto Scuola | pubblicato in data