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Proroga contratti Covid. La posizione del governo: potere decisionale alle scuole

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Il 30 dicembre 2021 è stato il giorno della scadenza dei contratti Covid, ovvero quelli che andavano a disciplinare il rapporto lavorativo tra scuole e personale – docente o ATA – assunto per sopperire alle assenze causate dall’infezione da Corona virus.

Il riacutizzarsi dei contagi ,e il conseguente prolungamento dello stato d’emergenza fino alla nuova data del 31 marzo 2022, ha generato non pochi dubbi su come dovesse essere gestita l’eventuale proroga di questi contratti.

L’incertezza delle scuole

Proprio in questi primi giorni dell’anno, le scuole sembrano essere nel caos riguardo la proroga dei contratti Covid, mettendo in evidenza come non esista una linea generale condivisa.

Per alcuni istituti è una questione di valutazione di budget, per altre invece il problema è dover scegliere tra i vari dipendenti.

Sembra infatti che si stiano verificando numerosi casi in cui la proroga viene concessa, a parità di condizioni, solo ad alcuni lavoratori, interrompendo invece il rapporto professionale con altri dipendenti.

Fermo restando che ogni singolo caso va valutato in base al contesto lavorativo, quanto emerge dalle testimonianze dei diretti interessati è una scarsa omogeneità delle risposte date dalle scuole ai dipendenti con contratto Covid.

Cosa dice il governo sulla proroga dei contratti Covid

Il governo, tramite il Ministero dell’Istruzione, si è espresso con una nota ufficiale datata 28 dicembre 2021 riguardo la proroga dei contratti Covid di insegnanti e personale ATA.

Qui di seguito un estratto della nota in questione (1376 del 28/12):
“Il personale a tempo determinato, già contrattualizzato ai sensi dell’art. 58, comma 4-ter, del D.L. 73/2021, può continuare a svolgere le proprie prestazioni anche dopo la data del 30 dicembre 2021 e che le istituzioni scolastiche, sulla base delle disposizioni normative contenute nella Legge di Bilancio 2022, potranno procedere con la proroga dei contratti già stipulati”
La posizione del governo, almeno nei suoi intenti, sembra dunque chiara. A cosa è dovuta allora la confusione a cui si sta assistendo in questi giorni?

Con ogni probabilità essa è legata al potere decisionale lasciato alle scuole: il testo recita infatti che le scuole “Potranno procedere con la proroga dei contratti già stipulati”, sottintendendo dunque che le scuole non sono obbligate a concedere la proroga, ma devono procedere liberamente a farlo.

Sarebbero dunque i dirigenti scolastici a decidere se rinnovare i contratti e questo spiegherebbe come mai alcune testimonianze parlino di rinnovo solo per alcuni dipendenti piuttosto che per tutti.

Il Ministero ha inoltre specificato come saranno comunicate per tempo linee guida anche per un’eventuale prosecuzione oltre il 31 marzo 2022, quindi fino alla fine delle lezioni.
Rimane il fatto dunque che, pur con una posizione governativa espressa in maniera chiara e ufficiale, la proroga non appare come qualcosa di scontato e dovuto a tutti.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data