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Ponte del 2 Novembre: personale ATA in servizio o ferie retribuite?

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Con l’avvicinarsi del 2 novembre, si è ricominciato anche a parlare delle giornate di sospensione delle attività didattiche.
Se infatti, in caso di sospensione docenti e studenti possono rimanere a casa, non si può dire lo stesso per il personale ATA.
A elencare i giorni di lezione e sospensione è di norma il calendario scolastico provinciale, ma ci sono dei casi in cui la singola istituzione scolastica può stabilire una chiusura dell’intero istituto.

2 novembre e altri prefestivi: personale ATA in servizio?

In occasione dei giorni di sospensione, le scuole possono deliberare la chiusura totale dell’istituto. Si tratta di una decisione approvata dal Consiglio d’Istituto che segue a una richiesta del personale ATA.
Qualora il 75% o più degli interessati si mostrasse favorevole alla chiusura e a godere delle ferie in quelle date, il Consiglio approverà la decisione e la comunicherà:

  • all’Ufficio scolastico;
  • al comune di appartenenza.

Solitamente, le chiusure deliberate dal Consiglio d’Istituto riguardano i giorni che precedono o seguono festività religiose quali Natale, Epifania, Pasqua, etc. Tuttavia, possono riguardare anche ricorrenze laiche come il Capodanno o Ferragosto.

In ogni caso, al personale ATA non può essere imposto di usufruire delle ferie, in particolar modo quando non si hanno ore aggiuntive a disposizione. È una pratica illegittima, alla quale è preferibile istituire una banca ore in cui accumulare le ore di lavoro eccedenti, così da utilizzarle quando necessario.

Il recupero delle ore in più secondo il CCNL scuola

A stabilire come possano essere accumulate le ore da poter usare per le giornate di sospensione (e non solo) è il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del 2007. In particolare, l’art. 53 della revisione del 2018 ai commi 4 e 5. Il comma 4 regola la possibilità di sostituire il compenso delle ore aggiuntive con un recupero in forma di ore o di giorni di riposo. Il recupero dev’essere ovviamente compatibile con le esigenze organizzative della scuola. In questo caso, è possibile sfruttare le ore accumulate per i giorni di sospensione delle attività didattiche.

Il comma 5 stabilisce invece la validità temporale delle ore accumulate per attività svolte oltre l’orario lavorativo dal personale ATA. Potranno essere recuperate entro l’anno scolastico di riferimento e fino ai tre mesi successivi alla sua conclusione. Se non lo saranno, verranno retribuite in busta paga.

Per quanto riguarda la situazione dei supplenti ATA, invece, se non sono state maturate ore o ferie da utilizzare per giorni quali il 2 novembre, l’unica strada sembra quella del permesso non retribuito. Potrebbero essere valutate due soluzioni a questo problema:

  • da una parte, l’inserimento dei dettagli per la copertura di giornate prefestive direttamente nel contratto integrativo;
  • dall’altra parte il ricorso agli articoli del codice civile che reputano estinta l’obbligazione del lavoratore quando la prestazione diventa impossibile a causa non sua.

Si tratta di nodi che, insieme ad altri, dovranno essere discussi in sede di rinnovo dei contratti.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data