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PON FESR, un progetto green rivolto alle scuole per sensibilizzare i più giovani alla sostenibilità

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Pubblicato l’avviso per la partecipazione al nuovo PON FESR, un progetto mirato alla realizzazione di ambienti e laboratori a tema green per educare gli studenti a una mentalità più ecosostenibile.

Le idee in cantiere prevedono non solo una didattica all’aperto, ma anche una forte sensibilizzazione delle generazioni più giovani al rispetto dell’ambiente e alla creazione di un futuro migliore. Considerando la crisi climatica che il pianeta sta affrontando da diversi anni a questa parte e l’evidente “menefreghismo” della vecchia guardia, l’intento è di puntare sui giovani per valorizzare l’importanza di tutti gli argomenti legati ai cambiamenti climatici, tra cui:

  • riciclo dei rifiuti;
  • mobilità green;
  • lotta contro lo spreco del cibo.

Cosa prevede il nuovo PON FESR

Il bando di partecipazione del nuovo PON FESR, pubblicato a dicembre, si compone di due parti:

  1. azione 13.1.3 “Edugreen: laboratori di sostenibilità”
    si rivolge alle scuole del primo ciclo e prevede una spesa massima di 25mila euro per la realizzazione o la riqualificazione di orti e giardini didattici, al fine di renderli innovativi ed ecosostenibili, nonché esperienza pratica per gli studenti di compiere un’educazione ambientale esperienziale e immersiva;
  2. azione 13.1.4 “Laboratori green, sostenibili e innovativi”
    si rivolge alle scuole del secondo ciclo e prevede una spesa massima di 130mila euro per la promozione di ambienti didattico-laboratoriali all’avanguardia proiettati verso un’agricoltura 4.0. In pratica, si punta alla realizzazione di laboratori sulla sostenibilità ambientale che sfruttino le energie rinnovabili, con l’obiettivo di far comprendere agli studenti l’impatto delle attività economiche sull’ambiente, sulla produzione di rifiuti, sull’inquinamento dell’aria e dell’acqua.

Le candidature possono essere presentate tramite Piattaforma GPU entro le ore 12.00 del 31 gennaio 2022. Non importa se non si hanno ancora le idee chiare: la selezione delle stesse, infatti, avverrà in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili, quindi gioca molto la tempestività.

Outdoor education: i vantaggi della didattica all’aperto

Se per molti, ancora oggi, scommettere su temi ambientali ed ecosostenibili sia una gran perdita di tempo e denaro, la colpa è da far ricadere sulla poca conoscenza dei vantaggi dell’outdoor education.

Nato nei Paesi nordeuropei, si tratta di un approccio didattico-formativo che cerca di intensificare il legame tra l’uomo e l’ambiente attraverso:

  • esperienze basate su attività socio-motorie ed esplorative da compiere all’aperto, come il trekking;
  • progetti didattici che uniscono l’apertura al mondo naturale con la tecnologia, come la robotica;
  • esperienze di natura percettivo-sensoriale, come l’orto e le visite a fattorie, parchi e musei.

L’outdoor education, o educazione all’aperto, si rivela un valido orientamento pedagogico che si oppone alle forme didattiche svolte categoricamente al chiuso valorizzando il benessere derivante dal lavorare all’aria aperta, trasformando lo spazio circostante in ambiente di formazione.

Il benessere appena citato è di tipo psico-fisico, dato che favorisce un contatto con il mondo esterno dopo ormai due anni di crisi pandemica che ha costretto chiunque a stare chiuso in casa.

Questo approccio, ovviamente, non deve essere confuso con le tradizionali gite scolastiche o con l’intervallo quotidiano previsto; l’outdoor education, infatti, va ben oltre: è una vera e propria esperienza pedagogica, che unisce le attività curricolari all’educazione alla sostenibilità e a tutti i temi inerenti il rispetto dell’ambiente, con l’ulteriore obiettivo di incentivare relazioni interpersonali.

Coltivare l’orto per coltivare se stessi

Sono numerosi gli studi che confermano quanto il contatto con l’ambiente esterno e la natura sia benefico per il nostro organismo:

  • riduce gli stati d’ansia;
  • regala maggiore lucidità mentale;
  • abbassa i livelli di glicemia nel sangue;
  • permette di stare in compagnia in piena sicurezza.

Ma non solo: educare gli studenti alla cura di un orto equivale a responsabilizzarli anche su loro stessi, ponendo l’attenzione su ciò che vogliono essere e su chi vorranno diventare. Prendersi cura della terra, infatti, vuol dire tante cose: faticare, aspettare, raccogliere, proteggere. Si tratta di beni immateriali ma altrettanto importanti per la formazione di un individuo e tutti aspetti sui quali anche la scuola deve contribuire.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data