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PNRR scuola: come ridurre i divari territoriali nella secondaria

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Il titolo di un capitolo del PNRR scuola sa di sfida epocale: Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nei cicli I e II della scuola secondaria di secondo grado”. Per capire di cosa si sta parlando basta leggere questo passaggio del Rapporto Invalsi sulla rilevazione degli apprendimenti del 2019.

I risultati in Italiano, in Matematica e Inglese in terza secondaria di primo grado i punteggi medi delle macro-aree tendono a divergere significativamente tra loro, tendenza che si consolida ulteriormente nella scuola secondaria di secondo grado, riproducendo il quadro che emerge anche dall’indagine internazionale PISA (Programme for International Student Assessment), dove il nord ottiene risultati superiori sia alla media italiana che alla media OCSE, il centro ha un risultato in linea con la media dell’Italia, più bassa della media OCSE, e il Sud e le isole hanno risultati inferiori sia alla media italiana che alla media OCSE. In particolare, destano forti preoccupazioni gli esiti di alcune regioni: Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Non c’è bisogno di scomodare dati o percentuali: la realtà delle due Italia è confermata da quelle poche parole di commento. Purtroppo quel divario conferma una situazione che sta diventando strutturale.

È partendo forse anche dalla situazione emersa dal Rapporto Invalsi che il PNRR scuola intende affrontare e ridurre il divario territoriale con una serie di misure con un progetto molto ambizioso: il potenziamento delle competenze di base degli studenti, a partire da un’analisi degli andamenti scolastici, con l’obiettivo di garantire un livello adeguato (sopra la media UE) di almeno 1.000.000 di studenti all’anno (per 4 anni), anche per mezzo dello sviluppo di un portale nazionale formativo unico.

Quel milione corrisponde grosso modo agli alunni della scuola secondaria di I grado e agli studenti del primo biennio delle superiori del Sud e delle Isole, tutti in obbligo scolastico. Verrà costituito un apposito portale formativo unico nel quale confluiranno dati, risultati e progetti.

Dopo avere monitorato le situazioni che evidenziano risultati critici, le misure previste dal PNRR scuola riguarderanno prima di tutto – ed è questa una delle principali novità – i dirigenti scolastici e i docenti delle istituzioni scolastiche coinvolte.

Per loro il progetto prevede:

  • azioni di supporto mirate per i relativi dirigenti scolastici, a cura di tutor esterni e docenti di supporto (per italiano, matematica e inglese) per almeno un biennio;
  • mentoring (affiancamento) e formazione (anche da remoto) per almeno il 50% dei docenti;
  • potenziamento del tempo scuola con progettuali mirate, incremento delle ore di docenza e presenza di esperti per almeno 2000 scuole.

 


 

Fonte: Tutto Scuola | pubblicato in data