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Nuovo protocollo Covid per le scuole in vigore da oggi: quarantena e gestione della privacy

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Come avevamo anticipato alla fine della scorsa settimana, il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole il nuovo protocollo Covid contenente le indicazioni da seguire in caso di positivi.

La notizia principale riguarda le nuove norme sulla quarantena e il ricorso alla Dad, in vigore da oggi lunedì 8 novembre. Ma non è tutto. Infatti, considerato che la scuola – nella figura del Dirigente, del Referente Covid e del personale in genere – non può conoscere lo stato vaccinale dei suoi studenti, è emersa anche la questione relativa alla privacy.

Vediamo cosa vuol dire e come dovrà essere attuato il nuovo protocollo.

Le regole sulla quarantena: classe in DaD solo con tre casi

Benché abbia un andamento relativamente contenuto, è innegabile che la curva dei contagi dovuti al coronavirus sia in crescita. I dati lo confermano sia su scala nazionale sia nel più ristretto ambito scolastico.

La volontà del Ministero rimane tuttavia quella di ridurre il ricorso alla didattica a distanza, e per questa ragione ha confermato il nuovo protocollo per la quarantena delle classi. Nello specifico, come suggerivano i rumor delle scorse settimane sarà necessario:

  • trovare i contatti degli studenti o dei docenti risultati positivi;
  • effettuare loro un tampone nell’immediato, con il ritorno in classe se negativo;
  • effettuare loro un secondo tampone dopo 5 giorni.

Il caso più semplice è quello di un solo positivo e non prevede alcuna quarantena: se entrambi i tamponi sono negativi per i contatti del contagiato, non si va di DaD.

Per due positivi, invece, scatta una differenziazione nella tipologia di quarantena:

  • vaccinati e guariti dal Covid negli ultimi sei mesi effettuano il doppio tampone ed eventualmente tornano in classe;
  • i non vaccinati fanno il primo tampone, vanno in quarantena per 10 giorni a prescindere dal risultato e poi fanno un secondo tampone;

Con tre contagiati, invece, la classe va in Dad. Anche qui viene effettuato un tampone il prima possibile, e poi scattano delle differenze nella durata della quarantena:

  • 7 giorni per vaccinati e guariti dal Covid negli ultimi sei mesi;
  • 10 giorni per i non vaccinati.

Questione privacy: la scuola può conoscere lo stato vaccinale degli studenti?

Nelle nuove indicazioni del Ministero dell’Istruzione e del Ministero della Salute, quindi, gli aspetti discriminanti per l’attivazione della Dad saranno:

  • numero di contagiati;
  • identificazione dei contatti stretti;
  • avvenuta vaccinazione o guarigione dal Covid.

D’altronde, come avevamo segnalato in un precedente aggiornamento, proprio quest’ultimo punto si scontra apparentemente con la gestione della privacy degli studenti.

La circolare del Ministero affronta anche questo nodo, in ottemperanza alle indicazioni del Garante della Privacy. Dal momento che l’istituzione scolastica non può informarsi sull’avvenuta vaccinazione o meno dei suoi studenti, il Dirigente o un suo delegato potrà soltanto:

  • individuare i contatti scolastici dello studente risultato positivo;
  • sospendere in via temporanea le attività didattiche in presenza, per i contatti;
  • informare il Dipartimento di Prevenzione sia sul contagiato sia sui suoi contatti scolastici.

Come stabilito dalla circolare ministeriale n. 36254 dell’11 agosto 2021, a occuparsi dei tamponi sarà proprio il DdP, che potrà stabilire anche se e quando potrà avvenire il rientro a scuola.

Chi sono i contatti scolastici che andranno in quarantena

Il nuovo protocollo Covid per le scuole chiarisce quali sono i contatti stretti da sottoporre a tampone o, eventualmente, a quarantena nel caso uno studente sia positivo al Covid. Infatti, è necessario capire a chi sono destinati i nuovi provvedimenti: tampone a zero e cinque giorni, quarantena e didattica a distanza.

I contatti scolastici sono:

  • nella scuola dell’infanzia, i bambini che fanno parte della stessa sezione o dello stesso gruppo del caso positivo;
  • nella scuola primaria e secondaria, i compagni di classe;
  • i docenti e gli insegnanti che hanno svolto per almeno quattro ore attività nello stesso ambiente del contagiato.

Risorse umane inadeguate: le critiche dell’Associazione Presidi

Secondo Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, non rientrano fra le prerogative dei Dirigenti Scolastici gli adempimenti richiesti dal nuovo protocollo Covid per le scuole. Il ministero, dice il numero uno dell’Associazione Presidi,
non può limitarsi a fornire indicazioni e continuare a non avere consapevolezza della gravità della situazione. […] I dirigenti scolastici continuano a garantire l’esercizio del diritto allo studio nonostante dispongano di risorse umane inadeguate nel numero e, spesso, nella preparazione professionale.
A questo proposito, è indetto a partire dal 15 novembre uno sciopero nazionale dei presidi, proprio in opposizione alla gestione della pandemia nelle scuole da parte delle istituzioni.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data