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Nuovo decreto con misure anti Covid e riapertura delle scuole dopo Pasqua: le novità

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Iniziano a farsi largo le prime voci relative al nuovo decreto con le misure anti Covid e l’eventuale mini proroga della zona rossa in Italia anche dopo Pasqua. Secondo quanto segnala Adnkronos, per ora la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza chiamata a discutere delle nuove misure non è stata ancora convocata, ma dovrebbe tenersi domani pomeriggio. Domani a mezzogiorno è prevista la conclusione del Consiglio europeo al via da oggi, mentre nel pomeriggio sono attesi i dati del report settimanale a cura dell’Iss. Intanto Mario Draghi, nell’intervento al Senato dello scorso 24 marzo ha anticipato che le prime a riaprire saranno le scuole. Cominciando da quelle dell’infanzia e dalle elementari, subito dopo Pasqua, anche nelle zone rosse. 

“Mentre la campagna di vaccinazione prosegue è bene cominciare a pensare e a pianificare le riaperture – ha dettop Draghi -. Noi stiamo guardando attentamente i dati sui contagi ma, se la situazione epidemiologica lo permette, cominceremo a riaprire la scuola in primis. E cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo, speriamo, subito dopo Pasqua”.

La scelta come quella della riapertura delle scuole, coinvolge anche le Regioni. E proprio con le Regioni ieri Draghi non ha usato toni diplomatici. “Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute – ha detto il Premier -, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”. Il presidente del Consiglio non fa nomi, ma la stoccata non viene sottovalutata. Anche perché al pressing delle “lobby” si somma l’inefficienza: “Le differenze tra Regioni sono difficili da accettare. Anche se le decisioni finali spettano al governo, solo con una sincera collaborazione tra Stato e Regioni il successo sarà pieno” insiste il presidente del Consiglio che, oltre a confermare l’obiettivo di 500mila dosi al giorno, annuncia che sulla campagna vaccinale ci sarà la massima trasparenza (“i dati regione per regione saranno pubblicati sul sito o della Presidenza del Consiglio”).

Per ottimizzare i tempi bisogna “sburocratizzare” ha incalzato Draghi, che invita ancora una volta al “pragmatismo” sfruttando l’esperienza in particolare dalla Gran Bretagna. Vaccinare per poter riaprire: è questa la strada.  Se le Regioni non sono in grado di mandare avanti la campagna di vaccinazione sarà lo Stato a farlo.

 


 

Fonte: Tutto Scuola | pubblicato in data