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Nuovo concorso dirigenti scolastici su base regionale: cosa c'è da sapere

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Durante una delle ultime riunioni con i sindacati, il Ministero dell’istruzione ha dichiarato di star lavorando sul nuovo regolamento per il reclutamento di nuovi dirigenti scolastici, il cui concorso si terrà a breve.

Novità del concorso

Il nuovo concorso per dirigenti scolastici ha come obiettivo avere le graduatorie pronte per le successive ammissioni dell’anno 2023/24. Nello specifico:

  • sarà su base regionale, e non nazionale come quello del 2017;
  • sarà selettivo per titoli di esami;
  • non sono previsti corsi di formazione e tirocini.

In pratica, coloro che otterranno esito positivo diventeranno direttamente presidi, fermo restando che rimarrà in vigore l’anno di prova. Tutto questo, in linea con l’articolo 2, comma 1, lett a) del Decreto Legge n. 126/2019.

Concorso presidi 2017: situazione attuale

Per quanto riguarda l’ultimo concorso per dirigenti scolastici avvenuto nel 2017, l’ultima assegnazione di ruoli in graduatoria risale al 31 agosto 2021. La graduatoria stessa, secondo una recente rettifica del Ministero dell’Istruzione, comprende 3.421 vincitori e rimangono ancora 501 candidati da assumere. Nonostante la cifra possa sembrare elevata, non basta per coprire i posti vacanti dell’anno scolastico 2022/23 e, benché si parli già di un nuovo concorso, quest’ultimo punta direttamente al 2023/24.

Appello del ministro Bianchi: “Servono più presidi”

È proprio il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi a far luce sulla mancanza di presidi nelle istituzioni scolastiche: “C’è un problema di numero di dirigenti scolastici. Bisogna porre il problema dell’aumento del numero, in modo da arrivare a che ogni scuola abbia un dirigente. Il problema delle reggenze multiple è complicatissimo”, così ha affermato in occasione di un incontro con le rappresentanze sindacali dei dirigenti scolastici Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal.

Durante il suo intervento, il ministro ha evidenziato come “questo Paese troppo spesso lascia soli i nostri dirigenti”; pertanto, diventa urgente il rinnovo dei contratti: “Mi faccio interprete da subito di questa necessità presso il presidente del Consiglio, il ministro della Funzione pubblica e l’Aran: bisogna andare rapidamente al contratto, è evidente”. E aggiunge: “Bisogna risolvere non solo i problemi con la Ragioneria, il Mef, ma anche arrivare rapidamente a una soluzione piena da parte dell’intero governo sulla criticità di questa funzione. La distanza con le altre dirigenze dello Stato è un dato assolutamente significativo“.

Oltre a sollecitare il rinnovo dei contratti dei dirigenti scolastici, Bianchi propone anche di porre l’attenzione su altre figure altrettanto importanti: ” Servono, accanto al preside, figure altrettanto qualificate: il tema dell’organizzazione della scuola ha bisogno di più chiarezza. Ci sono scuole con 1500 studenti che fanno capo ad un solo dirigente a cui arrivano tutte le responsabilità: è una struttura troppo verticale, servono altre figure specializzate”, ha dichiarato il ministro.

In ultimo, ha affrontato anche il tema delle cosiddette “molestie burocratiche”, ovvero tutti gli impedimenti che, provenienti sia dal Ministero, sia da vari soggetti sparsi sul territorio, non fanno altro che “sovrapporsi tra loro, bloccare e rendere complessa tutta l’attività”.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data