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Tema pensioni: Draghi in revisione della Legge Fornero. Cosa si prevede

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Si è tenuto ieri, 20 dicembre 2021, l’incontro tra i vertici di Governo per discutere delle questioni afferenti al settore pensionistico. Grande plauso è stato mostrato dalle forze sindacali Cgil e Uil che negli scorsi giorni avevano invece indetto lo sciopero, come provocazione atta a sollecitare l’inerzia ministeriale sulla difficile situazione fiscale.

LA LINEA ASSUNTA DA DRAGHI: UNA POSIZIONE ENCOMIABILE

Parole di stima e d’apprezzamento per la posizione assunta dal Premier Mario Draghi provengono dal fronte della Cgil e della Uil, il quale ha espresso la sua volontà ad indire un confronto con i tavoli tecnici in vista del superamento della legge Fornero. L’appuntamento è fissato a gennaio del nuovo anno. La volontà di riformare gli accessi pensionistici è stata espressa pure unanimemente dai ministri dell’Economia, del Lavoro e della Pubblica amministrazione, presenti al tavolo di discussione insieme ai segretari generali dei tre Confederati.

Tale è la linea del Governo Draghi anche se il Premier, mette in guardia, esprime priorità all’occhio da gettare sui conteggi pubblici preliminarmente ad ogni nuova iniziativa. Occorrerà senz’altro operare delle modifiche sostanziali ma evitando di intralciare la sostenibilità delle pensioni nel medio/lungo termine. Ciò è cruciale se non si vuole ulteriormente gravare sui fondi del Pnrr.

LA SODDISFAZIONE DEI SINDACATI

Una cosa mai avvenuta prima in questi dieci anni” – ha commentato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in relazione alla disponibilità del governo a discutere su di un riformamento della Legge Fornero. Il sistema contributivo, ha continuato Landini sull’argomento, dovrebbe essere un sistema solidale: per fare in modo che esso lo sia, è necessario “fare una riforma che corregga tutte le distorsioni, gli errori, i limiti, le disuguaglianze della riforma Fornero“. È necessario, cioè, in sostanza, una “flessibilità in uscita“: uscire da 62 anni o con 41 anni di contributi senza alcun vincolo legato all’età.

Anche Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, si mostra entusiasta dell’apertura governativa e aggiunge, però, che bisogna puntare su tre temi: flessibilità in uscita, previdenza per giovani e donne, previdenza complementare.

RIFORMA DELLA LEGGE FORNERO: IPOTESI A CONFRONTO

Si ripartirà dalla Quota 102 (64 anni di età più almeno 38 di anzianità contributiva). Tale misura resterà in vigore soltanto per 12 mesi. La questione in sé non riguarda tanto gli anni contributivi o quelli anagrafici per l’anticipo pensionistico, quanto le mosse che il Governo potrà mettere a punto per evitare che il lavoratore sia invogliato a lasciare prima il lavoro.

I sindacati si dicono contrari ad una eventuale proposta legata all'”Opzione Donna” da estendere a tutti: si tradurrebbe nell’abbandono del sistema misto – per coloro che hanno cominciato prima del 1996 – con introduzione del contributivo pieno. Tale modifica equivarrebbe, per le donne, ad un taglio sull’assegno di oltre il 30%.

A gran voce è richiesta dai sindacati anche l’introduzione di un sistema pensionistico di garanzia per i giovani e l’allargamento della fascia di previdenza complementare per coloro che soffrono di lavori discontinui o precari. Per quanto riguarda lo scomparto scuola, si richiede una revisione della decisione presa dalla Commissione sui lavori gravosi: occorre estendere l’Ape sociale a tutti i docenti e non soltanto per quelli della scuola primaria.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data