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Scuola e Sciopero del 10 Dicembre: Motivi, modalità e tempistiche di adesione

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Gli scioperi in ambito scolastico sono più frequenti di quanto si possa pensare. Chiunque sia andato a scuola, poi, è cosciente del fatto che non sempre è dato sapere agli studenti quali e quanti insegnanti intendano partecipare e, di conseguenza, se saranno o meno presenti a lezione.

Ma cosa accade, invece, tra insegnanti e dirigente scolastico? Il secondo ha il diritto di chiedere anticipatamente ai docenti la conferma della propria partecipazione allo sciopero o no?

Il compito del dirigente scolastico in caso di sciopero

In occasione di sciopero, la Commissione di garanzia per l’attuazione della legge in merito ha decretato, all’art. 3 comma 4 della delibera del 17 dicembre 2020, che i dirigenti scolastici hanno il diritto e il dovere di invitare tramite forma scritta (e-mail compresa) tutto il personale scolastico a comunicare l’intenzione di aderire o meno allo sciopero entro il quarto giorno dalla proclamazione dello stesso. Da precisare che la dichiarazione di adesione da parte degli insegnanti fa fede ai fini della trattenuta sulla busta paga e non può essere revocata.

Cosa succede se la richiesta del DS arriva in ritardo

Appurato che tutto il personale scolastico è tenuto a rispondere all’invito inviato dal dirigente scolastico entro quattro giorni dalla comunicazione di proclamazione dello sciopero in merito alla propria adesione o meno, se la richiesta dovesse essere inviata in ritardo i lavoratori possono anche non rispondere senza correre ricevere sanzioni.

Come rispondere

In base alla risposta data al dirigente scolastico, per i lavoratori la situazione cambia notevolmente: mentre, infatti, comunicare immediatamente la propri adesione è irrevocabile e incide sulle trattenute in busta paga,chi risponde di non aver ancora deciso può sempre decidere all’ultimo momento di partecipare allo sciopero o presentarsi regolarmente in servizio.

I motivi dello sciopero del 10 dicembre

Quali sono le motivazioni che hanno spinto alla proclamazione di un ennesimo sciopero? In primis, l’obbligo vaccinale introdotto dal Governo per il personale docente e ATA, seguito dai numerosi problemi riguardanti l’organico Covid, l’aumento degli stipendi e i rinnovi dei contratti. Sulla base di questo, sono stati i sindacati a organizzare lo sciopero che si terrà il 10 dicembre 2021 e che riguarderà tutti i dipendenti della scuola.

Sono mesi, infatti, che i vari sindacati cercano di trovare soluzioni insieme al Governo senza ottenere alcun risultato. La principale critica mossa è relativa al mancato rilancio della scuola, a partire dal Patto per la Scuola al centro del Paese che non è mai stato rispettato. È stato, poi, l’obbligo vaccinale a far traboccare il vaso.

Ma non solo: ad animare gli animi dei sindacati sono anche le disparità di trattamento tra il personale scolastico e quello sanitario: mentre per quest’ultimo, in caso di mancata vaccinazione, c’è la possibilità di essere spostati ad altre mansioni, per il primo si procede alla sospensione e e al mancato pagamento degli stipendi.

Si aggiunge anche la scarsa attenzione alle risorse dedicate alla scuola, che non possono garantire un aumento degli stipendi, né un’eventuale tutela salariale come l’indennità di rischio Covid-19 per il personale che lavora in presenza. Rimanendo in ambito emergenza sanitaria,i sindacati sottolineano come il l’organico Covid del personale docente e ATA no sia stato mai trasformato in organico di diritto.

Al contempo, i diplomati magistrali sono stati completamente dimenticati. A tal proposito, sulla “mancata conferma nei ruoli dei diplomati magistrale assunti in virtù di provvedimenti giudiziari e il mancato reintegro di quelli che hanno già subito la rescissione del contratto a tempo indeterminato, che ha creato e continua a creare un gravissimo danno al personale interessato e, soprattutto, agli studenti e al loro diritto alla continuità didattica” si è espresso Pacifico con un post su Facebook:
“Ci opponiamo. Questo provvedimento è vessatorio e inutile per il personale della scuola. A scuola gli studenti continuano a entrare senza tampone e senza vaccino. La Campania sta valutando di entrare l’8 dicembre in dad: cosa succederà? Che i colleghi delle superiori della Campania non si faranno la vaccinazione obbligatoria mentre tutti gli altri sì?”.
I sindacati accusano il Governo di aver compiuto scelte sbagliate, illegittime e, pertanto, da contestare. Così Pacifico conclude: “Scioperiamo contro l’obbligo della vaccinazione e contro le mancate risorse e risposte nella legge di bilancio. Lo sciopero è uno strumento di protesta per far capire quanto sarebbe importante un’astensione dei lavoratori contro le scelte del governo”


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data