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Regioni in zona arancione: chi rischia, cosa si può fare, quali conseguenze per la scuola

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In attesa della decisione del CdM sul rientro a scuola e sulle nuove regole per la quarantena, da lunedì 10 gennaio c’è anche un’altra novità.

Per la prima volta dalla primavera del 2021, infatti, con tutta probabilità alcune regioni passeranno in zona arancione. A sancirlo, dovranno essere il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e la conseguente ordinanza del Ministro della Salute Speranza.

Vediamo allora quali sono le restrizioni della zona arancione, quali regioni rischiano di cambiare colore e cosa vuol dire per la scuola.

Cosa prevede la zona arancione

Come accennato in introduzione, il cambio dalla zona gialla alla zona arancione arriva al superamento di tre soglie diverse. Nello specifico:

  • incidenza settimanale superiore a 150 casi ogni 100 mila abitanti;
  • occupazione del 20% dei posti di terapia intensiva;
  • occupazione del 30% dei posti ordinari.

Per quanto riguarda le restrizioni, cambia poco o nulla per tutti coloro che sono provvisti di green pass rafforzato, il famoso super green pass della narrazione giornalistica.

Negozi e locali continueranno a rimanere aperti e – al netto dell’obbligo di indossare la mascherina, ora presente anche in zona bianca e zona gialla – non ci sono sostanziali variazioni.

Le restrizioni riguardano però i possessori del green pass base, che:

  • potranno muoversi senza problemi all’interno e fuori dal loro comune di residenza, senza dover giustificare lo spostamento;
  • non potranno accedere ai centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, esclusi i negozi considerati di prima necessità;
  • non potranno andare al ristorante o al bar.

Per questi servizi, sarà necessario disporre del green pass rafforzato, ottenibile soltanto con la vaccinazione o dopo la guarigione dal Covid. Fra le altre attività per le quali il green pass base non potrà più essere usato, spiccano:

  • trasporti a lunga percorrenza;
  • fiere, congressi, feste dovute a cerimonie civili o religiose, servizi di ristorazione anche all’aperto;
  • impianti sci, alberghi, piscine, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
  • centri culturali, centri sociali e centri ricreativi per le attività all’aperto.

Una serie di restrizioni che colpiranno anche chi non è in possesso del green pass, base o rafforzato. Per questi ultimi, lo spostamento al di fuori del proprio comune è previsto soltanto per motivi di lavoro, salute, necessità o per servizi aperti ma in altri centri urbani. Insomma: chi non è guarito, non ha il vaccino o un tampone negativo da meno di 48 ore dovrà riprendere a usare le autocertificazioni.

Regioni a rischio arancione dal 10 gennaio

Visti quali sono i parametri per il passaggio dalla zona gialla alla zona arancione, alcune regioni sono particolarmente a rischio dalla prossima settimana.

Dato quasi per certo il passaggio dal bianco al giallo di Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, ad avere dati da zona arancione è la Liguria.

Probabilmente sarà la prima regione ad abbandonare il giallo e approdare all’area con maggiori restrizioni. A rischio, ma nelle prossime settimane, sono anche Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte e le due province autonome di Trento e Bolzano.

Zona arancione: quali sono i cambiamenti per la scuola?

Il dibattito, fin qui accennato soltanto in introduzione, sulle probabili nuove regole per la quarantena a scuola e la DaD, torna anche nel caso di regioni in zona arancione.

Infatti, al momento non sono previste né la didattica a distanza né la didattica digitale integrata nel caso di passaggio ad aree con maggiori restrizioni.

Anche in zona arancione, quindi, saranno i presidi a decidere se e come ricorrere alla quarantena o alla DaD, nel rispetto delle norme attualmente in vigore.

Tuttavia, come per la zona gialla, anche in questo caso si potranno svolgere attività fisiche o motorie all’interno soltanto se in forma individuale.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data