Quali sono gli errori più frequenti nell’elaborazione dei decreti di Ricostruzione di Carriera?

L’elaborazione dei provvedimenti di Ricostruzione di Carriera relativi al personale è una delle sfide più ostiche per un operatore di segreteria. 

Non contribuisce a semplificare le cose il fatto che, per essere considerata efficace, è necessario, al termine del procedimento, che il provvedimento riceva il visto della Ragioneria territoriale dello Stato. 

A volte  può capitare che siano commessi errori, sia formali che sostanziali, che non consentono al provvedimento di superare le verifiche dell’organo di controllo. 

In questo caso verrebbe restituito all’istituto emittente con osservazioni o richieste di integrazioni e/o chiarimenti.

Tale circostanza, oltre a comportare un ritardo nella definizione e conclusione dello specifico procedimento di ricostruzione, affaticherebbe il lavoro delle segreterie scolastiche che con la conseguenza di ritardare eventualmente altri procedimenti amministrativi.

Con il presente articolo proveremo ad evidenziare gli errori più frequenti che non consentono di superare il controllo di regolarità dell’organo competente.

Per iniziare possiamo suddividere gli errori relativi al procedimento di ricostruzione di carriera in tre macro aree

  • errori di procedura
  • errori di forma
  • errori di sostanza

Errori di procedura

I primi attengono ai vari step obbligatori previsti dal procedimento, i secondi alla collazione degli atti , gli ultimi alle norme che disciplinano la ricostruzione di carriera del personale scolastico.

Vediamo i più frequenti. 

Un frequente errore di procedura è quello di inviare, ai fini del controllo, i provvedimenti a distanza di tempo rispetto al momento della loro adozione; si ricorda che questi devono essere inviati contestualmente. 

Altro frequente errore spesso compiuto dalle segreterie scolastiche è quello di inviare i provvedimenti corredati delle documentazione, senza nota di trasmissione; quest’ultima è molto importante nell’economia del procedimento in quanto la stessa deve chiarire, e/o specificare situazioni che difficilmente possono essere “capite” dall’organo di controllo attraverso la sola documentazione. 

Spesso si invia all’organo di controllo una singola pec con più atti. Questo comporta la restituzione della comunicazione con osservazione, visto che ogni pec deve essere inoltrata  con un singolo provvedimento.

Ancora, spesso è allegata l’istanza formulata dal dipendente al di fuori della finestra temporale prevista dalla normativa che, ricordiamo, copre il periodo che va dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno.

Errori di forma

Gli errori di forma, invece riguardano sia il decreto di ricostruzione di carriera sia gli atti a corredo dello stesso.

Spesso accade che venga inviato il provvedimento via pec senza attenersi alle regole previste dal codice dell’amministrazione digitale.

Come nel caso di documenti informatici senza firma digitale, documenti copia, o  documenti senza firma del Dirigente Scolastico.   

O nel caso in cui il provvedimento venga inoltrato senza data e senza numero, fondamentale per la sua univoca individuazione. 

Altro errore di forma è l’invio dello stato matricolare dei servizi pre ruolo senza l’indicazione della classe di concorso e senza l’indicazione dello status giuridico (statale o non) della scuola. 

O, per i docenti di religione incaricati, la mancata indicazione nello stato matricolare dei servizi del numero di ore svolte per ciascun servizio. 

Inoltre, con una certa frequenza, non è allegata la documentazione relativa a tutti i titoli di studio posseduti dal presentante istanza, qualora dal pre ruolo del docente emergano servizi svolti su diverse classi di concorso.

Altri casi di errori di forma: 

  • Nella documentazione a corredo non è allegato il contratto a tempo indeterminato vistato dalla competente Ragioneria e/o non risulta allegato il decreto di conferma in ruolo.
  • Nel caso di ricostruzione di carriera a seguito di passaggio  di ruolo, non è allegato il propedeutico decreto di ricostruzione di carriera nel precedente ruolo, o non è allegato il decreto di passaggio di ruolo (inteso come atto formale di immissione nel nuovo ruolo) munito del visto della competente Ragioneria territoriale. 
  • Nel caso di decreto di progressione/ definizione di carriera non è allegato il propedeutico decreto di ricostruzione vistato dalla RTS.

Errori di sostanza

Per quanto attiene agli errori di sostanza, entrando nel merito della ricostruzione, indichiamo quelli di più facile risoluzione:

  • L’indicazione nel decreto di una data di conferma in ruolo non coincidente con quella che emerge dal relativo provvedimento di superamento del periodo di prova.
  • L’indicazione e il riconoscimento nel provvedimento di servizi prestati in scuole parificate/pareggiate dopo il 31.08.2008, data in cui sono già abolite.
  • Mancata indicazione dell’operatività per il provvedimento di ricostruzione di carriera della prescrizione quinquennale degli arretrati.
  • Nel caso di decreti di docenti di religione incaricati errato calcolo della data di maturazione del diritto alla progressione di carriera.
  • Nel caso di provvedimenti di ricostruzione di carriera per passaggio di ruolo,  l’indicazione al momento del passaggio di un’anzianità ai fini giuridici ed economici maggiore di 18 anni insieme con un’anzianità economica nel caso di docenti, o maggiore di 20 con anche un’anzianità economica nei casi di ATA. Ciò in quanto non si è proceduto alla definizione della carriera nel precedente ruolo.

Nella consapevolezza che gli errori sia di procedura che di forma, nonché di merito, relativi ai decreti di ricostruzione di carriera  sono diversi, si è cercato di evidenziare quelli più frequenti e di semplice risoluzione al fine di agevolare il lavoro delle segreterie.

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