Acquisti PNRR e Principio DNSH: la checklist operativa per la conformità nelle forniture scolastiche

Se c’è un acronimo che, negli ultimi mesi, ha cambiato il modo di gestire gli acquisti PNRR (Scuola 4.0 in primis), è DNSH. Non basta più acquistare il bene “giusto” per la didattica o impostare correttamente la procedura: oggi è necessario dimostrare che la spesa non arreca un danno significativo all’ambiente.

Il rischio è molto concreto: se il rispetto del DNSH non viene documentato in modo adeguato, la spesa può diventare inammissibile in sede di controllo e rendicontazione.

In questo articolo entriamo nella parte operativa: come usare le checklist obbligatorie per “blindare” le forniture scolastiche, dalla decisione a contrarre fino al collaudo/certificato di regolare esecuzione.

INDICE
1. Cos’è il DNSH e perché blocca i finanziamenti
2. La Checklist operativa: Scheda 3 e Scheda 6 per la Scuola 4.0
3. Le tre fasi di controllo del RUP: Ex Ante, In Itinere, Ex Post
4. Attenzione al Doppio Finanziamento: la distinzione fondamentale col Cumulo
5. Il fascicolo DNSH: cosa mettere agli atti in sintesi

1) Cos’è il DNSH e perché blocca i finanziamenti

Il principio Do No Significant Harm (DNSH) non è una raccomandazione etica, ma un vincolo giuridico previsto dal Regolamento (UE) 2020/852. In termini pratici, ogni investimento PNRR deve essere compatibile con la tutela dell’ecosistema e non deve arrecare “danno significativo” rispetto agli obiettivi ambientali individuati a livello europeo. 

Gli obiettivi ambientali da presidiare sono sei:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici;
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  4. Transizione verso l’economia circolare (con riferimento a riduzione e riciclo dei rifiuti);
  5. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento (dell’aria, dell’acqua o del suolo);
  6. Protezione e ripristino della biodiversità e della salute degli eco-sistemi.

Per le scuole, questo significa che computer, monitor, arredi e cablaggi non possono essere acquistati “a caso”. Devono possedere specifiche caratteristiche di ecosostenibilità che il RUP ha l’obbligo di verificare. 

Regolamento (UE) 2020/852, art. 17; Circ. MEF-RGS n. 33 del 13/10/2022

2) La Checklist operativa: Scheda 3 e Scheda 6 per la Scuola 4.0

Qui c’è un punto che va chiarito subito: non serve inventare modelli. La Ragioneria Generale dello Stato ha già messo a disposizione strumenti operativi strutturati, con una guida e schede tecniche che indicano requisiti e verifiche da effettuare.

Per gli investimenti scolastici, in particolare per la transizione digitale (“Scuola 4.0”), le schede di riferimento che il RUP deve tenere sulla scrivania sono due:

  • Scheda 3: acquisto, leasing e noleggio di computer e apparecchiature elettriche ed elettroniche (hardware, device, LIM, etc.).
  • Scheda 6: servizi informatici di hosting e cloud.

Per entrambe è disponibile una checklist che la scuola deve utilizzare per tracciare la conformità. Queste liste di controllo non sono burocrazia inutile, ma la “prova regina” da esibire in caso di audit per dimostrare la regolarità della spesa. 

Circ. MEF-RGS n. 33 del 13/10/2022

3) Le tre fasi di controllo del RUP: Ex Ante, In Itinere, Ex Post

L’errore più comune è pensare al DNSH come un allegato finale. In realtà la verifica deve attraversare l’intero ciclo di vita dell’acquisto. 

Ecco come agire concretamente:

  • Fase Ex Ante (Progettazione): nella decisione a contrarre e nei documenti della procedura (lettera di invito/ordini/contratto su MEPA/Consip o altra modalità) devono comparire clausole e richieste coerenti con la scheda applicabile, vincolando il fornitore a consegnare beni o servizi conformi ai requisiti DNSH (es. richiamando i CAM – Criteri Ambientali Minimi). 
  • Fase In Itinere (Affidamento): il controllo non può essere “a sensazione”: si verifica che i prodotti/servizi in via di consegna proposti siano effettivamente accompagnati dalle evidenze richieste dalla scheda tecnica. In questa fase si evita l’errore tipico: chiudere l’ordine e scoprire dopo che mancano certificazioni o dichiarazioni indispensabili.
  • Fase Ex Post (Collaudo): è il momento della verità. Nel verbale di collaudo o nel certificato di regolare esecuzione, il RUP (o il collaudatore) deve attestare l’effettiva conformità dei beni consegnati ai requisiti DNSH.

Di tutto questo processo deve essere data evidenza documentale nelle dichiarazioni finali del Dirigente Scolastico in sede di rendicontazione. 

4) Attenzione al Doppio Finanziamento: la distinzione fondamentale col Cumulo

Un altro pilastro della gestione PNRR è il divieto di doppio finanziamento. Attenzione a non confonderlo con il “cumulo”, che invece è permesso.

  • Divieto di Doppio Finanziamento: Lo stesso costo specifico (es. quella precisa fattura per 10 PC) non può essere rimborsato due volte da fonti pubbliche diverse.
  • Cumulo: È possibile coprire quote diverse dello stesso progetto con fondi diversi (es. finanziare il 40% dell’aula immersiva con PNRR e il 60% con altri fondi), purché la somma non superi il 100% del costo totale.

Questa distinzione va presidiata soprattutto in fase di imputazione in contabilità e rendicontazione: un errore su questo punto non è “solo formale”, perché incide direttamente sulla regolarità della spesa.

5) Il fascicolo DNSH: cosa mettere agli atti in sintesi

Per evitare che il DNSH resti un adempimento “disperso tra email e allegati”, conviene adottare un fascicolo standard (anche interno) con una struttura minima. 

In pratica, dovrebbe contenere:

  1. Individuazione scheda applicabile (Scheda 3 o Scheda 6) e motivazione della scelta;
  2. Decisione a contrarre con clausole DNSH e richieste documentali al fornitore;
  3. Checklist (compilata) + allegati tecnici e dichiarazioni;
    Evidenze in fase di affidamento (es. documentazione tecnica prodotto/servizio coerente con checklist);
  4. Verbale di collaudo/CRE con attestazione di conformità DNSH e richiamo alla checklist;
  5. Tracciabilità contabile e presidio sul doppio finanziamento (coerenza imputazioni, assenza duplicazioni).

Circolare MEF-RGS 13/10/2022, n. 33 e Guida operativa allegata; Circolare MEF-RGS 31/12/2021, n. 33.

Conclusioni

DNSH non si gestisce “alla fine”: si governa con metodo lungo tutta la procedura. Se la scuola lavora con scheda corretta, checklist compilata e fascicolo strutturato, la rendicontazione diventa una conseguenza naturale, non una rincorsa.

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