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Ministro Bianchi e Confederazioni sindacali un “Patto per l’istruzione e la formazione” da definire entro un mese

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Si è svolto stamane in videoconferenza l’incontro fra il  Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL avente come tema il “Patto per l’istruzione e la formazione”.

La delegazione CGIL ha partecipato con il segretario generale, Maurizio Landini, la vicesegretaria, Gianna Fracassi, il segretario generale della FLC Cgil, Francesco Sinopoli e la responsabile del Dipartimento contrattazione della FLC Cgil nonché Annamaria Santoro, Simonetta Ponzi e Riccardo Sanna dell’Area Politiche di Sviluppo  della Cgil.

L’intervento del ministro Patrizio Bianchi

Nel suo intervento di apertura il Ministro Patrizio Bianchi ha sottolineato la centralità del dialogo sociale che ha caratterizzato la stesura del Patto per la Coesione Sociale tra il Governo e  organizzazioni sindacali, elemento fondamentale non solo per uscire dalla  pandemia ma soprattutto per superare il periodo di stagnazione e bassa crescita che negli ultimi anni  ha caratterizzato  il nostro Paese rispetto agli altri Paesi europei.

Occorre perciò uscire dalla logica dell’emergenza e utilizzare questa straordinaria  occasione per determinare il cambiamento della scuola, mai ritenuta nel nostro Paese il perno dello sviluppo. Per il ministro Bianchi i dati dimostrano che chi non investe in scuola non cresce, questo è evidente soprattutto in Italia, dove il tasso di dispersione è il più alto d’Europa ed esiste la più alta differenziazione tra diverse le aree geografiche del Paese. La dispersione scolastica, esplicita e implicita, mina l’unita del Paese, ultimo in Europa anche per competenze digitali e incapace di agganciare le attività educative in fase scolare con la necessità di formazione permanente che oggi rappresenta il carattere fondante di ogni attività produttiva.

La sfida che abbiamo davanti è dunque per il ministro Bianchi quella di riportare la scuola al centro del Paese, un centro dinamico e  un motore di crescita. E questo non è un problema che riguarda solo coloro che lavorano nella scuola ma un problema di tutto il Paese.

Il senso dell’incontro del ministro dell’Istruzione con le organizzazioni sindacali è dunque quello di far seguire all’incontro che il ministro Brunetta ha svolto con le forze sociali a nome di tutto il Governo un vero e proprio “Patto per la Scuola”, che costituisca la cornice regolativa di un lavoro comune per individuare e risolvere le principali problematiche che caratterizzano la situazione attuale e per consentire alla scuola e al Paese di uscire definitivamente dal periodo di stagnazione che ha caratterizzato gli ultimi anni.

Queste le principali tematiche poste all’attenzione dei partecipanti:

  • Valorizzazione di tutto il personale della scuola, docenti, personale ATA, dirigenti scolastici
  • Mobilità del personale
  • Precariato
  • Rinnovamento dei curricoli
  • Messa in sicurezza delle scuole, efficientamento energetico, innovazione degli spazi, implementazione e generalizzazione delle infrastrutture tecnologiche e della connessione
  • Piano contro la dispersione  e per l’integrazione
  • Implementazione del tempo pieno
  • Zero-sei non più come un tema sociale ma educativo
  • Valorizzazione formazione tecnico-professionale
  • Formazione scientifica e implementazione accesso delle studentesse alle discipline scientifiche
  • Rinnovo contrattuale

Su questi temi il ministro ha chiesto ai sindacati presenti una prima valutazione, consapevole dell’insufficienza della risorse del PNRR e della necessità di utilizzare anche i fondi strutturali europei  del programma 2021-2027 per raggiungere gli obiettivi fissati, diminuire la disoccupazione ed eliminare le disuguaglianze esistenti all’interno del nostro Paese.

L’intervento del segretario generale della CGIL Maurizio Landini

Maurizio Landini, nel ringraziare il Ministro per aver convocato l’incontro di oggi, ha esplicitato la posizione della nostra Confederazione toccando tutti i punti che oggi sono legati all’emergenza scolastica anche in connessione con l’emergenza sanitaria determinata dall’imperversare della pandemia da covid-19.

Ormai è stata raggiunta una consapevolezza generale della centralità del sistema di istruzione e formazione per lo sviluppo sostenibile, per il lavoro e per la cittadinanza, perché è sotto gli occhi di tutti una vera propria emergenza educativa che si presenta sotto forma di  dispersione scolastica, abbandoni, giovani che non studiano e non sono in formazione (NEET), bassi livelli di istruzione tra gli adulti.

La pandemia ha messo in evidenza problemi vecchi e arretratezze del nostro sistema, oltre a divari territoriali e differenze di possibilità di accesso.

Il sistema dell’istruzione in questa situazione diventa  centrale per affrontare la scommessa della ripresa del Paese e per cogliere le sfide dell’innovazione, della transizione green, della digitalizzazione. L’istruzione dunque è fattore  centrale per il lavoro.

Next generation EU, le risorse europee ordinarie e le risorse nazionali diventano strategiche per garantire oggi il diritto all’istruzione e alla formazione, che è diritto costituzionale e diritto individuale.

Landini ha perciò sottolineato l’importanza dell’incontro e la piena consapevolezza della CGIL che in questo momento storico così difficile per il nostro Paese, tutti abbiano la responsabilità di determinare un cambiamento, di costruire delle prospettive. Queste prospettive nella scuola si costruiscono insieme ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola che rappresentano un valore e che nella fase della pandemia hanno dato un contributo fondamentale per rendere esigibile il diritto all’istruzione.

Il primo tema posto dal segretario generale è stato quello di individuare gli strumenti per riprendere e sviluppare tutte le questioni affrontate durante l’incontro, suggerendo di condividere la cornice di fondo, affrontando alcuni temi che rappresentano l’emergenza e individuando questioni su cui rapidamente si possa continuare a lavorare per giungere ad una condivisione.

Nel merito queste le principali questioni poste all’attenzione del ministro Bianchi:

Rispondere all’emergenza. Non possiamo perdere tempo. Occorre porre le basi per un’apertura certa e ordinata del prossimo anno scolastico accelerando atti e procedure funzionali a questo fine. Ciò significa coprire tutti i posti in organico di diritto con assunzioni anche attraverso procedure semplificate, sbloccare la mobilità superando il vincolo quinquennale e affrontare il tema dell’altissimo numero di precari sia Ata che docenti, molti dei quali su posti di sostegno per gli alunni con disabilità. Occorre poi confermare l’organico straordinario covid e completare rapidamente la partita dell’internalizzazione degli ex LSU e ex Appalti Storici. In questo senso siamo disponibili a discutere su come costruire un ponte verso il nuovo anno scolastico affrontando il tema del recupero e del potenziamento nel rispetto, su questo tema,  delle competenze della scuola che in autonomia può determinare le necessità, le modalità e le possibilità del recupero, utilizzando le necessarie risorse aggiuntive finalizzate allo scopo.  E’ necessario affrontare il tema della riduzione del numero degli alunni per classe che, oltre agli effetti sulla qualità dell’insegnamento, rappresenta anche un impedimento per garantire sicurezza e il necessario distanziamento. E’ inoltre necessario rivedere i protocolli sulla sicurezza e implementare il piano vaccinale per il personale della scuola

Investimenti e riforme. Nel breve periodo occorre mettere in cantiere l’innalzamento dell’obbligo scolastico  e  l’ampliamento del tempo scuola per contrastare l’abbandono e la dispersione. Il tempo scuola è un fattore decisivo per recuperare ritardi e difficoltà sociali e culturali causati da differenze economiche e discriminazioni e per favorire il successo scolastico a tutti i ragazzi e la partecipazione anche degli adulti al patto formativo per tutta la vita.  Per questo è necessario: estendere l’obbligo scolastico dai 3 a18 anni; rendere obbligatoria la scuola dell’infanzia; estendere i servizi educativi per l’infanzia a partire dal mezzogiorno del paese; ampliare il tempo pieno nella scuola primaria e il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado; rafforzare i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) e i corsi serali.

Reclutamento. Deve essere sradicato in tempi brevi il lavoro precario, attraverso un sistema regolare di concorsi e percorsi semplificati di stabilizzazione per chi ha maturato tre anni di servizio, secondo le prescrizioni dell’Unione Europea.

Orientamento. Occorre ripensare l’orientamento scolastico a partire dalla scuola primaria. Un orientamento allo studio e al lavoro attraverso un sistema strutturato che contrasti abbandoni e dispersione scolastica e un rafforzamento dell’offerta formativa delle scuole e favorendo il raccordo con il territorio.

Istruzione tecnica e professionale. Occorre potenziare gli istituti tecnici e professionali valorizzando le competenze professionalizzanti generali, in modo da consentire il raggiungimento di abilità adeguate.  Serve orientare questi indirizzi verso capacità di elaborazione funzionali, oltre che alla profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro, anche alle sfide della riconversione verde.

Istruzione tecnica superiore. Il nostro Paese ha bisogno di un grande sistema di formazione tecnica superiore fortemente finanziato e con regia e direzione  pubblica. E’ necessario però affrontare le criticità: il tema della programmazione regionale degli istituti per garantire una omogeneità territoriale, della proliferazione di Fondazioni, dell’assenza di luoghi di concertazione stabili con le parti sociali sia a livello nazionale che regionale.

Sistema strutturato di formazione permanente. Occorre definire un sistema strutturato di apprendimento permanente, a cui devono contribuire Istruzione e Formazione, al fine di garantire e rendere esigibile il diritto soggettivo ad un apprendimento permanente che punti sia ad innalzare conoscenze e competenze  sia a contrastare  una presenza assai consistente di analfabetismo funzionale e digitale. Tre sono le scelte strategiche per noi essenziali nella definizione di un sistema di apprendimento permanente: a) la centralità del sistema pubblico di istruzione degli adulti; b) la coerenza della  formazione permanente e continua con le politiche del sistema di istruzione con specifico riferimento ai livelli di istruzione; c) le politiche di sostegno all’esercizio del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori al mantenimento e all’elevamento dei propri livelli di istruzione quale elemento ineludibile  di emancipazione e di crescita culturale, umana e professionale

Edilizia scolastica all’altezza dei tempi presenti. Si impongono la necessità e l’urgenza di un piano che garantisca entro limiti temporali certi, definiti e relativamente rapidi (max 5 anni, ove non si proceda a costruzioni ex novo), la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico di scuole.

Rivedere le dimensioni delle istituzioni scolastiche autonome. Ridimensionare i parametri numerici delle istituzioni scolastiche, fissando  a 900 il numero massimo di alunni per ogni scuola. La pandemia ha dimostrato che scuole con dimensioni abnormi, ad esempio con più di 2000 alunni, non si possono gestire.

Rinnovo del contratto. Il Patto per la Coesione Sociale sottoscritto tra Governo e Sindacati il 10 marzo scorso pone il tema del rinnovo del contratto nell’ambito dell’innovazione che riguarda il pubblico impiego. E’ evidente che vi sono specificità e peculiarità del sistema scolastico: l’autonomia scolastica, la libertà di insegnamento e l’autonomia professionale.  Il rinnovo del contratto sarà quindi l’occasione per rispondere sul versante retributivo e sul versante normativo alla necessità di valorizzazione del personale scolastico: docenti dirigenti e personale ATA. Queste specificità vorremmo discuterle nella fase di predisposizione dell’atto di indirizzo che vedrà necessariamente coinvolto questo ministero. Vi sono alcuni temi come quello ad esempio della formazione in servizio, presenti anche nella bozza di piano di ripresa e resilienza che devono trovare coerenza nelle scelte contrattuali.  Per questo pensiamo sia utile per tutti il confronto costante su questi argomenti in modo sinergico rispetto alle scelte di investimento delle risorse europee.

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Le conclusioni del Ministro Bianchi

Al termine dell’incontro il Ministro, nel raccogliere le numerose istanze che sono venute dal sindacato circa la necessità di rimettere dal centro del discorso politico il ruolo dell’istruzione, della formazione e delle politiche del personale scolastico, ha proposto il seguente metodo  per  proseguire il confronto:

Le tre tematiche che saranno affrontate su tavoli tecnici nelle prossime due settimane saranno le seguenti:

  • Il sistema di istruzione declinato nei suoi grandi assi: percorsi scolastici, obbligo scolastico, formazione e governance;
  • Personale: organici, mobilità, reclutamento
  • Situazione della scuola in questo momento e come garantire la riapertura a settembre: dimensionamento, edilizia, disparità regionali, spopolamento aree interne, svincolo delle risorse e pianificazione del loro utilizzo.

Subito dopo il lavoro di questi tavoli tematici è stata convocata il 7 aprile una riunione di carattere generale per definire l’ossatura del testo di un patto che rimetta al centro del Paese la scuola e che abbia a riferimento i principi costituzionali dell’inclusività, dell’eguaglianza sostanziale, della formazione e crescita  culturale del cittadino e del Paese.

 


 

Fonte: FLCGIL - SCUOLA | pubblicato in data