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Middle management: un'opportunita' per i Direttori SGA

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Nell’ultimo periodo si parla sempre più insistentemente dell’inserimento di un nuovo profilo professionale – cd middle management – nei contratti riferiti ai quattro principali comparti.

E’ stata la direttiva madre del Ministro Brunetta ad aver prospettato la revisione dei profili dell’ordinamento professionale per valorizzare anche “posizioni e ruoli non dirigenziali per i quali siano richiesti più elevati livelli di autonomia e responsabilità gestionali” insieme a “più elevate competenze professionali e specialistiche”.

La direttiva ha voluto demandare alle singole contrattazioni di comparto l’inserimento delle “alte professionalità” rimandando alla prossima manovra finanziaria il finanziamento delle stesse.

Nel comparto Istruzione e Ricerca entrerebbero di diritto in questa nuova area sicuramente i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, i Direttori dei conservatori e delle accademie, insieme ad altre figure che già oggi ricoprono ruoli di responsabilità che richiedono alti livelli di autonomia e responsabilità gestionali.

Meglio sarebbe stato far confluire l’area quadri nell’area dirigenziale dell’Istruzione e della ricerca (in apposita sezione), considerato che la struttura retributiva del Direttore sga e delle altre figure che confluirebbero nel “middle management”, dovrebbe essere identica a quella del Dirigente scolastico, rapportandosi alla stessa in misura non inferiore all’80%.

Serve un rinnovamento nell’organizzazione gestionale delle istituzioni scolastiche che consenta a queste figure di sistema, che già oggi ricoprono ruoli di primo piano, di essere riconosciute come “alte professionalità”. Da questa nuova area poi, verrebbero reclutati i Dirigenti scolastici consentendo a coloro che ne faranno parte di maturare quel bagaglio di esperienze professionali oramai ineludibili per poter ricoprire ruoli dirigenziali così peculiari e complessi.

In data 12 marzo 2021, la Confederazione CIDA, nel silenzio assordante di tutte le altre confederazioni sindacali, ha presentato al Ministro Brunetta un corposo documento di analisi e proposte comprendente anche una parte sul middle management.

Vediamo i punti cardine del documento CIDA riferiti in particolare al comparto istruzione e ricerca:

La disciplina contrattuale del Middle Management va individuata all’interno delle aree dirigenziali, in separate sezioni.

• la naturale e fisiologica collocazione del middle management è da individuarsi all’interno delle Aree di contrattazione della dirigenza in specifiche/separate sezioni, non solo per cristallizzare un contenuto professionale e lavorativo strutturalmente distinto dalle attività del restante personale presente nei comparti, ma anche per tendere ad una omogeneità di sistema che già prevede in alcuni casi sezioni specifiche di professionisti all’interno di aree dirigenziali di contrattazione (vedi Area delle Funzioni centrali).

Middle management come principale supporto della dirigenza.

• Le posizioni di Middle Management (Quadri) all’interno delle organizzazioni rappresentano sempre più un ruolo chiave in quanto garantiscono continuità rispetto ad una cultura manageriale, alla guida del personale, al presidio dei meccanismi e delle procedure interne. La carenza di una espressa disciplina in ambito pubblico – che anche a livello contrattuale ne esalti e valorizzi la relativa professionalità – rischia di incidere negativamente sul rilancio della valenza del Lavoro pubblico, come traino della ripresa economica e produttiva necessaria al Paese; circostanza questa resa ancor più pressante nella attuale fase storica caratterizzata dagli effetti fortemente negativi dovuti alla crisi pandemica tuttora in corso.

• A quasi 30 anni dalla “privatizzazione” del pubblico impiego (Legge 421/92 e D. Lgs. 29/93) resta infatti del tutto evidente come sia assolutamente non più rinviabile una previsione contrattuale che cristallizzi le figure intermedie cosi come previste dall’art. 2095 del Codice civile (“i prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai“).

Cosa intendiamo per middle management nei settori pubblici:

• L’individuazione dei profili professionali (o qualifiche) potenzialmente ricadenti nel concetto di middle management del settore pubblico è facilmente desumibile in base ai contenuti delle prestazioni lavorative richiesti dalla relativa funzione;

• nell’ambito dell’attuale comparto Istruzione e Ricerca esistono già 5 figure professionali che ictu oculi, per formazione e funzione ricoperta, sono connotate da quelle peculiari caratteristiche sia formali (laurea) che sostanziali (expertice) riconducibili al concetto di middle management; figure che si distinguono per contenuto e funzioni dal restante personale del comparto; parliamo di: – Ricercatori e Tecnologi degli Enti di ricerca; – Direttori SGA delle istituzioni scolastiche ed educative; – Docenti con funzioni organizzative e di progettazione nelle istituzioni scolastiche ed educative; – Direttori amministrativi di Accademie e Conservatori; – Elevate Professionalità delle Università.

…. chiaramente la funzione dovrà in tutti casi essere ricondotta ad una struttura retributiva omogenea (con una retribuzione di posizione e una di risultato, come già avviene nel modello delle Agenzie fiscali e senza riconoscimento di altre forme di compenso accessorio);

I numeri del Middle management

• Per l’Area Istruzione e Ricerca si propone l’individuazione del numero complessivo dei dipendenti da inquadrare nel middle management partendo dai 5 profili specifici come sopra indicati, per quanto riguarda invece il personale che andrà inserito nell’Area delle Funzioni 5 centrali e delle Funzioni locali interessato dalla proposta, si dovrà procedere necessariamente individuando una percentuale del personale apicale dei direttivi;

• Il parametro numerico di riferimento per le posizioni organizzative connotate da funzioni di direzione di unità complessa e autonomia gestionale viene individuato per Funzioni centrali e Funzioni locali, in un rapporto 1:3 con la dirigenza ovvero massimo n. 3 posizioni organizzative per ciascuna posizione dirigenziale da supportare; diversa impostazione deve essere riferita all’Area Istruzione e Ricerca, relativamente alla sezione Scuola, dove il parametro numerico viene diversamente individuato in un rapporto 1:5 con la dirigenza, ovvero, il direttore SGA e 4 collaboratori del dirigente.

Questa articolata proposta è stata probabilmente il preludio all’inserimento delle “alte professionalità” nella “direttiva madre”.

Anche l’art. 3 del DL n. 80/2021 prevede che la contrattazione collettiva possa individuare “una ulteriore area per l’inquadramento del personale di alta specializzazione”.

In un recente articolo intitolato “Trasparenze e oscurità del DL 80/2021” pubblicato sul sito dell’“Associazione nuova etica pubblica” (http://www.eticapa.it/) si legge, a proposito dell’istituzione della nuova area professionale delle alte professionalità, quanto segue: “…Se si vuole veramente ottenere tale risultato è sufficiente scrivere nel decreto legge: “è istituita una nuova area di contrattazione per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione”. Il Legislatore abbia il coraggio di operare con i suoi strumenti.

Non possiamo che concordare con questa affermazione. Questa sarebbe la strada più veloce e semplice per la riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni che non può essere più rimandata.

Invece, si demanda – ancora una volta – alla contrattazione collettiva. Vedremo scendere in campo i rappresentanti dei grandi sindacati che probabilmente si opporranno all’istituzione della nuova area al grido dell’”appiattimento professionale e delle carriere” dei dipendenti pubblici. D’altronde, si fa presto a capire chi è pro e chi è contro al “middle management”.

Questa volta il Governo e i Ministri competenti dovrebbero imporsi per riconoscere l’importante ruolo ricoperto da queste figure che già operano in prima linea senza avere il minimo riconoscimento professionale ed economico. Tra questi ci sono senza ombra di dubbio i Direttori SGA, oramai stanchi di aspettare che qualcuno finalmente riconosca quel che sono e quel che fanno.

Lì, 28/07/21

Il Vicepresidente ANQUAP                                                                                                                                  Il Presidente ANQUAP

Marco Santini                                                                                                                                                       Giorgio Germani

 


 

Articolo pubblicato da ANQUAP il