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Interventi PNRR: non solo Riforma del reclutamento. Tutte le misure in arrivo per il settore istruzione

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Con 419 sì e 55 no, la Riforma del reclutamento docenti ha ottenuto l’approvazione della Camera dei deputati e relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con il provvedimento vengono attivate alcune delle norme per l’attuazione del Pnrr; non si tratta però delle sole in materia di istruzione, dal momento che con i 17,59 miliardi di euro si prevedono ben 11 linee di investimento, di cui 6 destinate alle infrastrutture e 5 alle competenze.

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea e in conformità con quanto enunciato nel Regolamento UE n. 241/2021, tali riforme dovranno tutte essere espletate entro il 2022. A seguire vediamo in dettaglio quali sono tutti gli interventi previsti.

Elevata qualifiazione degli istituti tecnici e professionali

Si prevede una riforma per gli istituti tecnici e professionali che mira ad allineare l’offerta formativa alla domanda di competenze derivante dai vari settori produttivi e dai fabbisogni contemporanei. In particolare, con il provvedimento si punterà ad allineare i curricula alle innovazioni in campo digitale ormai presente in tutti i comparti lavorativi e all’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0. L’obiettivo è quello di aumentare il potenziale di occupabilità.

I moduli d’orientamento

Altro importante piano sarà quello riguardante l’introduzione di moduli d’orientamento. Si tratta di un piano di lezioni – non inferiore alle 30 ore per gli studenti del IV e V anno – compiute attraverso una piattaforma digitale col compito di mettere in collegamento il mondo scolastico/universitario con quello lavorativo. L’obiettivo, anche in questo caso, vorrà essere quello di instillare una maggiore consapevolezza nella prosecuzione dei percorsi di istruzione, contrastando il fenomeno della dispersione scolastica e dei neet.

La sperimentazione quadriennale

Con la serie di riforme in programma, una prevedrà anche la prosecuzione della sperimentazione dei licei e tecnici quadriennali, con un incremento di 1.000 classi in aggiunta a quelle già esistenti.

Ridimensionamento della rete scolastica

Con tale riforma, l’obiettivo è duplice: ridurre il numero degli studenti per classe e riorganizzare il sistema scolastico.

È stato infatti stimato che nei prossimi anni diminuirà il tasso di natalità, con relativa diminuzione del numero di iscritti a scuola. Ciò comporterà necessariamente l’esigenza di un ripensamento del quantitativo di personale scolastico. Il risultato sarà una diminuzione del numero di studenti per classe, un aumento della qualità dell’insegnamento e un’ottimizzazione delle risorse umane impiegate.

Aumento degli istituti tecnici e qualità dell’offerta formativa

Si vorrà puntare anche ad un aumento degli istituti tecnici e, in sinergia con questo, migliorare il collegamento con le imprese locali al fine di colmare il divario che separa la scuola dal mondo del lavoro.

Grazie a partnership con imprese, università, centri di ricerca ed Enti Locali, si mirerà a formare tecnici specializzati in operazioni dalla alta complessità e che avranno a che vedere con le seguenti aree:

  • efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile;
  • nuove tecnologie della vita;
  • nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • tecnologie innovative per il patrimonio culturale e attività connesse;
  • tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

PNRR e riforme già attivate

Tra le riforme già presentate, invece, si hanno:

  • i 3 miliardi di euro destinati a potenziare i servizi educativi per la prima infanzia. L’obiettivo è quello di colmare il divario nelle esigenze delle famiglie rispetto al fabbisogno di strutture in grado di accogliere i bambini nella fascia d’età 0-6 anni.
  • 800 milioni di euro, poi, sono stati stanziati per la costruzione di ben 195 nuove scuole, in sostituzione di altrettante vecchie o inadeguate. Una volta individuate le aree di costruzione, si procederà con la fabbricazione di scuole altamente innovative da un punto di vista architettonico e rispetto agli ambienti didattici.
  • 400 milioni di euro sono stati destinati per incrementare le mense scolastiche e potenziare così il tempo pieno.
  • 300 milioni di euro sono stati destinati alla costruzione di nuove palestre scolastiche così da incrementare il ventaglio di attività sportive. Di questi fondi è opportuno sottolineare come il 54,29% riguarda le aree meridionali.
  • 710 milioni di euro sono destinati alla messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse è destinato al Mezzogiorno).
  • Infine, 31,9 miliardi di euro hanno l’obiettivo di rafforzare il sistema scolastico/educativo rispetto alle competenze digitali, tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data