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Il Piano scuola estate/1: una scommessa

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La circolare ministeriale, firmata in stile post-burocratico dal nuovo capo dipartimento Stefano Versari, con la quale viene presentato il Piano scuola estate 2021, è un documento anch’esso ispirato a quella filosofia del “rischio ragionato” che sembra ormai costituire la cifra della strategia scelta dal presidente Mario Draghi per affrontare non solo la crisi sanitaria ma anche quella economica e quella educativa.

Rompendo con una tradizione semantica secolare (che per la verità anche il suo predecessore Max Bruschi aveva iniziato a incrinare) la CM del capo dipartimento scelto dal ministro Patrizio Bianchi tratta la materia con un linguaggio caldo, ben lontano dall’asettico proceduralismo di tanti altri documenti analoghi. Vi si parla di “diffuse privazioni sociali”, di “nuove povertà educative”, da affrontare con “tutta la dedizione umana e professionale possibile”, di necessità di “sguardi plurimi” e di una scuola “dischiusa al mondo esterno”. Ma soprattutto, anziché fissare regole, si definiscono obiettivi, rimessi all’autonomia delle istituzioni scolastiche ma subordinate (qui è la scommessa, il ‘rischio ragionato’) alla “adesione volontaria di studenti e famiglie, così come del personale delle scuole”.

Il ponte a tre arcate con il quale la scuola italiana dovrebbe transitare dal vecchio al nuovo anno scolastico – giugno 2021: rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali; luglio-agosto 2021: rinforzo e potenziamento (delle) competenze disciplinari e della socialità; settembre 2021: rinforzo e potenziamento (delle) competenze disciplinari e relazionali con intro al nuovo anno scolastico – non si posa dunque su certezze organizzative e procedurali, e neanche finanziarie, a parte i finanziamenti totali. I principali attori delle iniziative contenute nel Piano scuola estate non saranno purtroppo gli insegnanti delle scuole, a meno che non lo vogliano, ma altri soggetti chiamati a realizzarle nell’ambito dei “Patti educativi di comunità”, che mobilitano il “capitale sociale espresso dal territorio medesimo, ad esempio negli ambiti della musica d’insieme, dell’arte e della creatività, dello sport, dell’educazione alla cittadinanza, della vita collettiva e dell’ambiente, delle tecnologie digitali e delle conoscenze computazionali”.

Molto, quasi tutto, dipenderà naturalmente dalla sinergia tra i soggetti esterni e quelli interni, gli insegnanti, e dalla capacità di leadership dei dirigenti scolastici, ma non c’è dubbio che per la scuola si tratta di una “prima volta”, e che mai come in questa occasione l’autonomia delle istituzioni scolastiche verrà sottoposta a una prova di realtà decisiva: avrà successo solo se riuscirà a costruire quella “cornice di senso”, della quale si parla in modo efficace al punto 3 della CM, che aiuti gli studenti a “ricucire il nesso fra gli apprendimenti e la propria esistenza, fra lo studio e ciò che è accaduto e continua ad accadere”. Ma il ruolo degli insegnanti, a prescindere da quanti di loro daranno la loro “adesione volontaria” alle iniziative del Piano estate 2021, sarà decisivo.

 


 

Fonte: Tutto Scuola | pubblicato in data