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Docenti contro il Green Pass, tra proteste, sospensioni e appelli

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Il Green Pass obbligatorio a scuola è stato uno dei “tristi” protagonisti di questo primo mese di lezioni e sulla sua legittimità e costituzionalità si sono scontrate diverse scuole di pensiero in maniera più o meno accesa. Proteste, sospensioni, manifestazioni, scioperi indetti dai Sindacati e appelli si sono susseguiti per tutta la durata di settembre e non accennano a fermarsi. In questo articolo analizzeremo i casi più singolari cercando di fornirvi un quadro chiaro e dettagliato sulla situazione che si sta verificando nel mondo della scuola a causa della certificazione verde.

Il caso del Docente sospeso ad Orvieto

Per Gianfranco Pigozzi, docente di arte in una scuola di Orvieto:
Il green pass è vergognoso e criminale perché provocatoriamente disonesto nei confronti dei cittadini, violentemente lesivo dei diritti costituzionali, completamente inutile per la prevenzione del contagioCon queste parole, affisse su un cartellone appena fuori dall’istituto scolastico, il docente aveva dato via alla sua protesta contro il Green Pass qualche giorno fa, ma se state pensando all’ennesimo “no vax” vi state sbagliando di grosso. Il Professore dichiara di avere fiducia nella scienza e di aver fatto fare tutti i vaccini obbligatori alle sue figlie, ma manifesta la sua perplessità sull’utilità e sull’efficacia di quello che, secondo lui, non può nemmeno chiamarsi vaccino, stando alla definizione storica del termine. Per Pigozzi, la scienza in questa emergenza sanitaria è stata “lasciata in mano ai tecnocrati e agli affaristi” da un potere politico che non pone tra le sue priorità “la salute pubblica e la coesione della società“.

A questa linea di pensiero il docente è giunto dopo aver speso circa 180€ in tamponi e adesso non sembra intenzionato a cedere o a ritrattare le sue tesi.
Mi farò sospendere, con enorme dispiacere per i miei alunni – aveva dichiarato giorni fa – Ma spero almeno di insegnare loro a non piegare la testa di fronte alle ingiustizieE la sospensione è arrivata, con un provvedimento che porta la firma della dirigente scolastica Antonella Meatta che, al quinto giorno di assenza ingiustificata, ha dovuto applicare la legge dopo i ripetuti tentativi di convincere il docente ad evitare la sospensione finiti in un nulla di fatto. La preside afferma che questo provvedimento, oltre alla sospensione dello stipendio, avrà ripercussioni più gravi anche sulla carriera del Docente Gianfranco Pigozzi.

Il Docente sospeso a Cuneo che fa lezione davanti la scuola

Un altro caso di protesta contro il Green pass che ha avuto una risonanza mediatica è stata quella messa in atto dal prof Matteo Barale, insegnante di Topografia di un istituto tecnico, uno dei primi ad essere sospeso nella provincia di Cuneo per essersi presentato a scuola senza vaccino o tampone per 5 giorni consecutivi.

Per il docente 52enne con 33 anni di servizio alle spalle il lasciapassare è:
una discriminazione, un ricatto sociale per far parte di un sistema che non ci appartiene, rappresenta il declino della società e una sottomissione ad una sorta di regime. Io sono sospeso, non mi è stato permesso lavorareLa reazione del docente, in questo caso, è stata presentarsi ugualmente davanti la scuola e mettersi a fare lezione all’aperto, intrecciando un cesto di vimini. Matteo Barale ha dichiarato che il suo scopo è arrivare anche ai giovani, che percepisce abbastanza “fermi” nei confronti della certificazione verde, per far capire loro che bisogna avere delle idee e trovare il coraggio di combattere per esse. Spinto da questi motivi, ha deciso di rimanere senza stipendio fino alla fine dell’anno, senza poter entrare a scuola ma questo, a quanto pare, non gli impedisce di provare ad insegnare.

L’appello dei docenti universitari contro il Green Pass

Anche se a livello di risonanza mediatica i due casi sembrano “isolati” le loro idee sembrano più che condivise tra le fila dei docenti. La percentuale di vaccinati o di possessori di Green Pass tra il personale scolastico è alta, ma i dissidenti e i contrari continuano a far sentire la loro voce. Ricordate l’appello lanciato il 3 settembre dai docenti universitari contro le discriminazioni derivanti dalla certificazione verde? Oggi quell’appello raggiunge quota 1000 sottoscrittori, tra cui si annoverano filosofi, linguisti, matematici, medici, giuristi e altri esponenti dell’Universitas Italiana. Tra i nomi più illustri spunta quello di Alessandro Barbero, conduttore del programma in onda su Rai storia a.C.d.C..
basta divisioni, basta dibattito inquinato. Si torni a norme sensate e a guardare all’estero, dove in nessun altro paese democratico per studiare e lavorare si deve presentare un pass sanitario i cui limiti sono evidenti a tuttiQueste sono le parole dei promotori dell’appello il cui scopo è quello di cancellare il Green Pass per tutelare la libertà presente e quella futura. Questo appello, secondo il comitato organizzatore che non si aspettava tante adesioni, sarà il punto di partenza per tante iniziative che si svolgeranno in tutto il paese e vedranno coinvolti non solo i lavoratori che ruotano attorno al mondo della scuola, ma anche quelli di altri settori lavorativi colpiti dal provvedimento.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data