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Dispersione scolastica e PNRR: il ministro Bianchi dà indicazioni ai dirigenti scolastici per l'utilizzo dei fondi

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Dopo le anticipazioni degli scorsi giorni sull’argomento, il ministro Bianchi ha provveduto a scrivere direttamente ai dirigenti scolastici degli istituti destinatari dei primi 500 milioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Primo obiettivo del Ministro è quello di combattere la dispersione scolastica, con interventi e progetti mirati. Le modalità di intervento saranno quindi disciplinate dal documento inviato dal ministero dell’Istruzione direttamente ai dirigenti scolastici.

Superare i divari e valorizzare le competenze: il piano per sconfiggere la dispersione scolastica

Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha affidato ad una lettera i suoi pensieri riguardo la conduzione della lotta alla dispersione scolastica e in merito alle criticità attuali della scuola italiana.

La lettera è correlata agli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole”, un documento che ha il ruolo di guida destinata alle scuole per l’utilizzo delle risorse del PNRR.

Secondo Bianchi gli obiettivi principali sono il superamento dei divari territoriali e la valorizzazione delle competenze e delle conoscenze degli studenti italiani.

Il primo passo è quindi sviluppare degli orientamenti chiave che forniscano alle scuole le prime indicazioni operative per sfruttare i fondi e finalizzarli a progetti e misure che possano essere efficaci e funzionali in questo senso.

Collaborazioni sul territorio e personale specializzato

Fondamentale è dunque l’analisi accurata del contesto scolastico in rapporto al territorio e alle criticità specifiche presentate, oltre che l’eventualità di mettere in atto progetti di rete con altre scuole, in modo da creare collaborazioni virtuose che possano avere un impatto positivo sul territorio.

In virtù dell’autonomia di cui ogni istituto dispone, le scuole possono quindi avviare progetti insieme ad altri istituti ma anche con altre istituzioni territoriali. La programmazione deve essere di ampio respiro, con durata pluriennale e deve avere come obiettivi quelli di migliorare e arricchire l’offerta educativa degli istituti.

È prevista anche la creazione di team di docenti e tutor esperti nella prevenzione della dispersione scolastica per ottimizzare i progetti e favorirne la realizzazione in base al contesto territoriale specifico.

Ogni scuola avrà il suo team, per permettere un’analisi specifica delle peculiarità di ogni situazione. I singoli team avranno poi a disposizione il supporto di gruppi attivati dagli USR che insieme formeranno una “Task Force Scuole”, che si occuperà anche di raccogliere i dati e monitorare le attività.

Pnrr e dispersione scolastica: quali progetti?

La prima fase del piano antidispersione scolastica prevede lo stanziamento complessivo di 1,5 miliardi di € destinati 3.198 scuole secondarie di primo e secondo grado. Le risorse di questa prima fase interessano dunque la fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

Le scuole vengono selezionate attraverso vari indicatori che quantificano la dispersione scolastica e definiscono in generale il contesto socioeconomico dell’istituto.

I progetti pluriennali potranno coinvolgere i singoli studenti (ad esempio attività di mentoring) o i gruppi (ad esempio attività di potenziamento o per l’orientamento). È possibile prendere in considerazione anche la partecipazione delle famiglie.

Le attività possono essere extracurriculari e realizzate tramite mezzi didattici alternativi quali cinema, teatro, musica e sport. Le proposte di progetto, conseguenti ad un’attenta analisi del contesto, vanno presentate entro l’ottobre di quest’anno e realizzate nel successivo biennio, con scadenza dicembre 2024.

La pluriennalità dei progetti e il loro respiro extracurricolare garantiscono non solo il potenziamento delle competenze dei ragazzi ma anche il loro orientamento futuro, specie in una fase delicata come la transizione da scuola media a superiore, spesso critica nelle future interruzioni didattiche.

 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data