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Ddl Zan e scuola. Un'occasione mancata. Le parole dell'ex ministra Azzolina

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154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti. Questi i numeri che ieri, 27 ottobre 2021 hanno affossato al Senato il Ddl Zan approvando la richiesta di non esaminare la legge articolo per articolo, procedendo invece allo scrutinio segreto. Un risultato che fa gioire i partiti di centrodestra, che grazie allo scarto di 23 voti vincono la battaglia intrapresa contro la proposta di legge sin dalla sua nascita.

La delusione dei politici. Critica l’ex ministra Azzolina

Deluso il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, che vede nella bocciatura del Ddl un triste passo indietro per l’Italia. Una piccola speranza rimane per il futuro, in quanto secondo il segretario Dem, le nuove generazioni del paese non si sentono comunque rappresentate da questi politici così ostruzionisti verso il tema dei diritti civili.

Parole di sconforto sono state pronunciate anche dalla ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che parla di un oscurantismo da continuare a combattere e di una classe politica che non rispecchierebbe più la visione dei cittadini. “Con il Ddl Zan – conclude Azzolina – i diritti di tutti sarebbero stati più tutelati”.

Fa eco a Lucia Azzolina un’altra ex ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in lacrime al termine della votazione in aula. Secondo Fedeli bisogna valutare una riproposizione del Ddl, ma non si sa ancora in che modalità.

Ddl Zan e scuola

La sensibilità mostrata da Azzolina e Fedeli non deve sorprendere. Il Ddl Zan avrebbe fatto bene anche alla scuola italiana.

Il testo di legge avrebbe permesso e facilitato momenti di riflessione e altre attività durante la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, contribuendo a realizzare la parità di dignità ed uguaglianza sociale previsti dalla Costituzione.

L’inasprimento delle pene sarebbe inoltre stato un ottimo deterrente per contrastare fenomeni quali il bullismo e il cyberbullismo, purtroppo molto diffusi nelle scuole soprattutto nei confronti di studenti omosessuali, ma anche disabili.


 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data