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Acquisto defibrillatore: serve il CUP?

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Con nota 7144 del 25/03/2021 il MI ha comunicato alle scuole l’assegnazione e contestuale erogazione delle risorse finanziarie finalizzate all’acquisto di defibrillatori semiautomatici (DAE) et similia.

In particolare, le scuole hanno ricevuto 1.000 euro per l’acquisto di almeno un defibrillatore semiautomatico (DAE), strumento fondamentale per consentire un pronto intervento qualora si verifichino casi di arresto cardiaco improvviso tra il personale scolastico o gli alunni, in particolare nelle situazioni di esercizio dell’attività sportiva.

L’istituzione scolastica potrà, laddove non si fosse già provveduto, acquistare detti defibrillatori ovvero rinnovare le dotazioni strumentali già a disposizione. Nel caso in cui fosse già provvista di adeguate strumentazioni salvavita, le risorse in esame potranno essere destinate all’acquisto di beni o servizi finalizzati a garantire la salute del personale e degli alunni (ad esempio, per l’attivazione di corsi di formazione certificati all’utilizzo del defibrillatore).

Le risorse costituiscono un finanziamento straordinario rispetto alla dotazione ordinaria a disposizione delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di garantire l’efficacia del servizio scolastico nel rispetto dei protocolli di sicurezza adottati dagli organi competenti.

Tali risorse vanno accertate, in conto competenza, nell’Aggregato “03 Finanziamento dallo Stato”, Voce “06 Altri Finanziamenti vincolati dallo Stato”, sotto-voce “Risorse finalizzate all’acquisto di DAE et similia”.

Nella nota non è presente alcuna ulteriore indicazione di natura amministrativo-contabile.

Serve il CUP?

A seguire, pochi giorni fa, l’Help Desk contabile del Ministero ha pubblicato la seguente faq concernenete l’acquisizione del CUP.

F000400 – È necessario richiedere il Codice Unico Progetto (CUP) al fine di utilizzare le risorse assegnate con 7144 del 25 marzo 2021 e finalizzare all’acquisto di defibrillatori semiautomatici (DAE) et similia?

Preliminarmente si evidenzia che le spese che si configurano come spesa in conto capitale (riferita agli investimenti) necessitano del Codice Unico di Progetto (CUP), mentre per le spese correnti non è obbligatoria la richiesta del CUP.

Al riguardo, si rileva che la richiesta del CUP è strettamente correlata alle finalità del progetto a cui si riferisce (es., progetti di innovazione che apportano miglioramento, innalzamento delle competenze del personale ecc.) e, pur non essendo sempre obbligatoria, deve essere prevista per tutti i progetti “d’investimento pubblico” (es., progetti cofinanziati con fondi comunitari), ai sensi dell’articolo 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3 e dell’articolo 3, comma 5 della Legge 13 agosto 2010, n. 136.

Considerate la specifica finalità per la quale le risorse di cui alla nota in oggetto sono state assegnate alle scuole, è rimessa alla valutazione della singola Istituzione Scolastica la necessità di richiedere o meno il CUP. In particolare, qualora le suddette risorse siano finalizzate a:

  • spese in conto capitale, sarà necessario richiedere il CUP;
  • spese correnti, non sarà necessario richiedere il CUP.

A titolo esemplificativo, si precisa che:

  • l’acquisto di defibrillatori necessita del CUP in quanto si configura come spesa in conto capitale;
  • l’acquisto di materiale di consumo come batterie per i defibrillatori non necessita del CUP, trattandosi di spesa corrente.

Si fa inoltre presente che non è prevista, da parte del Ministero, la predisposizione di un template per la richiesta del CUP.

La nostra interpretazione

Quest’ultima faq, oltre ad arrivare con ritardo rispetto allo stanziamento delle risorse (molte scuole hanno già provveduto all’acquisto senza CUP), contiene anche dei riferimenti poco chiari.

Come abbiamo già avuto modo di illustrare con un articolato intervento pubblicato sul n. 109 – Maggio 2021 di Sinergie di Scuola, in quel caso riferito alle risorse del Decreto Ristori, il Codice Unico di Progetto (CUP), istituito dalla Legge 3/2003, è il codice che identifica univocamente un progetto d’investimento pubblico e la sua richiesta è obbligatoria per gli interventi di sviluppo o investimento pubblico.

Che cosa si intende per “progetto di investimento pubblico”?

Un “progetto d’investimento pubblico” è un complesso di azioni o di strumenti di sostegno, afferenti ad un medesimo quadro economico di spesa e collegati fra loro da quattro elementi:

  1. la presenza di un decisore pubblico;
  2. la previsione di un finanziamento (diretto o indiretto, totale o parziale) con risorse pubbliche;
  3. l’indicazione di un comune obiettivo di sviluppo economico e sociale;
  4. la definizione di un orizzonte temporale certo.

Ancora più dettagliata e illuminante è una FAQ del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica:

Quali tipologie di spesa vanno ricollegate a un CUP?

Ai fini dell’obbligo di collegamento a un CUP è determinante non la tipologia contabile delle spese (correnti o in conto capitale) ma la loro riconducibilità ad un progetto d’investimento pubblico. Un progetto d’investimento può, infatti, prevedere anche spese correnti (es. spese di progettazione), così come una spesa in conto capitale può non essere di sviluppo (es. la mera sostituzione di macchinari obsoleti), se invece la sostituzione è con macchinari più moderni o diversamente performanti, si ha una spesa in conto capitale di sviluppo.

Ciò vale anche quando la spesa è finalizzata alla realizzazione o all’acquisto di un servizio: se sono presenti ed evidenziati obiettivi di sviluppo o la spesa si realizza nell’ambito di un progetto d’investimento pubblico è obbligatorio il collegamento a un CUP. Non è infatti l’affidamento di un incarico (di ricerca, formazione, gestione, ecc.) o l’acquisto di un servizio (consulenza, studio, ecc.) che determina in sé l’esistenza di un progetto di investimento pubblico, quanto le caratteristiche proprie del servizio, che può costituire in toto o in parte un progetto d’investimento pubblico, indipendentemente dalle modalità di acquisizione, di svolgimento o di contabilizzazione delle spese connesse.

Fanno eccezione tutti gli interventi finanziati, in tutto o in parte, con fondi comunitari, per i quali va sempre richiesto il CUP.
In conclusione, occorre sempre “osservare” non tanto la tipologia contabile spesa ma il suo obiettivo, il contesto in cui si inquadra, e desumere se detta spesa costituisce, o fa parte, di un progetto pubblico di investimento/sviluppo.

Nel 2020 l’HDAC (Help Desk Amministrativo Contabile) SIDI riportava a sua volta alcune FAQ in cui precisava l’obbligo di richiesta del CUP per gli acquisti relativi a progetti di “investimento pubblico” (es. progetti cofinanziati con fondi comunitari); tra questi sicuramente i progetti PON, Erasmus e i progetti finanziati con PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) che è chiaramente un piano di sviluppo, come si desume dall’art. 1, comma 56 della Legge 107/2015.

In conclusione…

Per quanto riguarda l’acquisto del defiblillatore, questa spesa difficilmente può essere identificata come “progetto di investimento pubblico”, per cui si ritiene che per queste risorse non sia obbligatorio, cioè necessario, richiedere il CUP, né che sia opportuno farlo, trattandosi di un adempimento non richiesto, che avrebbe come unica conseguenza quella di appesantire inutilmente la gestione delle spese.

Sarebbe opportuno, in proposito, un intervento del Ministero con indicazioni chiare, a supportare le scuole in un momento già di per sé complicato da incombenze burocratiche che non semplificano affatto il lavoro delle segreterie.

 


 

Fonte: Sinergie di Scuola | pubblicato in data