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17 maggio: una data importantissima per la scuola. Si avvia la trattativa per il Contratto Nazionale di Lavoro

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La giornata odierna – martedì 17 maggio – è una data estremamente importante per tutto lo scomparto scuola in quanto, dopo la recente emanazione dell’Atto d’indirizzo da parte della Pubblica Amministrazione, si attende per oggi pomeriggio la contrattazione con l’Aran rispetto al Contratto Nazionale di Lavoro del triennio 2019/2021. La riforma è di notevole rilevanza dal momento che da essa dipendono un milione e 200mila dipendenti del settore Istruzione e Ricerca e dal momento che apporterà ben due miliardi di euro ai lavoratori, i quali andranno a sommarsi ai 2 o 3 mila euro lordi arretrarti.

IL NUOVO ATTO DI INDIRIZZO: COSA PREVEDE

Il recente atto di indirizzo contempla tre operazioni necessarie:

  • Anzitutto, punta a completare tutti i rinnovi contrattuali del triennio 2019/2021 del 20 aprile 2021.
  • Fa confluire al suo interno parti comuni per l’intero comparto e sezioni speciali per i singoli settori.
  • Introduce novità in merito al lavoro agile, al welfare, la formazione all’ordinamento professionale del personale ATA (soprattutto in rifermento ai Dsga).

ATA: COMPITI, VALORIZZAZIONE DSGA E LAVORO AGILE

Lavoro agile:

Una importante novità rispetto al personale Ata si intravede nella possibilità di derogare parte del loro lavoro alla dimensione “remota”, formulando così il cosiddetto “lavoro agile“. Tale tipologia di lavoro potrà essere alternabile a quello in presenza – con lo scopo, anche, di migliorare l’equilibrio tra tempi di vita e di lavoro – e si qualificherà a tutti gli effetti come una delle possibilità di effettuazione della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti. Il contratto sancirà l’esercizio delle nuove modalità di lavoro, entro la cornice definita dalle linee guida sul lavoro agile del 17 dicembre 2021. Nello stilare lo stesso, particolare attenzione verrà posta alla disciplina dei diritti e delle relazioni sindacali, la formazione specifica, la predisposizione e l’utilizzo dei dispositivi, la salute e la sicurezza, il tempo di lavoro e quello di reperibilità, il diritto alla disconnessione, i rientri.

Mansioni Ata:

Altro aspetto importante riguarderà i nuovi compiti ascritti al personale Ata nonché la valorizzazione, nella fattispecie, dei Dsga. In particolare, si punta alla revisione dell’ordinamento professionale del personale ATA nell’ottica di adeguarlo alle nuove sfide delle autonomie scolastiche in riferimento all’innovazione tecnologica. Nella prospettiva di un rafforzamento delle competenze del personale scolastico – anche stanziando delle ulteriori risorse economiche – particolare rilievo sarà data alla categoria dei Dsga.

DOCENTI: WELFARE, FORMAZIONE, FUNZIONI E DIDATTICA A DISTANZA

Contrattualizzare la Dad

Pare si sia imposta, sul tavolo governativo, la necessità di normare il tempo di lavoro dei docenti mirando a salvaguardarne la salute e la sicurezza e tutelando il diritto alla disconnessione. La didattica in presenza resterà senz’altro la modalità di insegnamento privilegiata tuttavia, nonostante la progressiva decrescita delle cause che hanno dettato l’emergenza sanitaria, pare che la modalità di insegnamento telematica – la Dad – persisterà ancora. Secondo quanto contenuto nel testo dell’Atto di indirizzo, allora, il nuovo contratto dovrà andare specificamente a disciplinare talune componenti, come:

  • La formazione specifica;
  • La salute e la sicurezza;
  • Il tempo di lavoro;
  • Il diritto alla disconnessione;
  • La migliore gestione delle attività di insegnamento.

Valorizzazione di alcune figure

Secondo quanto si apprende dal documento, si vorrà porre l’accento sulla valorizzazione di alcune figure scolastiche come coordinatori di classe, di dipartimento, di PTOF, tutor dei neoassunti, mettendo in risalto le loro funzioni – in quanto importante sostegno per l’autonomia e l’innovazione scolastica. Il tutto, però, “senza oneri a carico dello stato”. In questo senso, il contratto dovrà andare a normare:

  • I criteri di scelta;
  • Le specifiche iniziative di formazione;
  • La durata dell’incarico;
  • Il compenso.

La formazione obbligatoria

Altro capitolo importante riguarderà, per il personale docente, il vincolo recentemente introdotto dalla Riforma del reclutamento della formazione obbligatoria. Nell’atto di indirizzo si stabilisce che essa dovrà essere “continua e obbligatoria” rispetto a un numero di ore prestabilite e che dovrà riguardare le metodologie didattiche, le competenze linguistiche e digitali, la capacità di preparare gli studenti alla cittadinanza. Altresì, il documento prevede una remunerazione della stessa, nonché il riconoscimento delle competenze acquisite.

Welfare

Infine, un’altra novità riguarderà l’introduzione della cosiddetta “welfare”. Si tratta della possibilità di individuare una serie di interventi necessari alle migliorie del benessere personale e, dunque, collettivo scolastico e che toccano sfere come la genitorialità, la mobilità sostenibile, le prestazioni sanitarie.

LA REAZIONE DEI SINDACATI

Con tale rinnovo contrattuale verranno stanziati oltre due miliardi di euro ai lavoratori, che andranno a sommarsi ai due o tre mila euro arretrati. Ciò è traducibile, in termini di incremento salariale, a circa 100 euro lordi medi a dipendente. Malgrado questo, diversi sindacati esprimono remore e rimostranze rispetto alla piega che il nuovo Atto di indirizzo vorrebbe assumere: Elvira Serafini di Snals sostiene che quello messo a punto dal ministero non sembra altro che “una mossa propedeutica al fatto che abbiamo dichiarato sciopero”.

Ancora, Ivana Barbacci di Cisl Scuola fa sapere che le cifre che si intendono stanziare sono vecchie e che creeranno una disparità salariale ulteriore in quanto ci sarà “chi prenderà 50 euro e chi 130”, dato l’aumento lordo di 104 euro.

Le sigle Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda ribadiscono che, a questo punto, restano invariate le “ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero del 30 maggio”. La loro rabbia sta nel fatto che i soldi che si intendono stanziare sono in realtà fondi vecchi, legati a ben tre leggi di bilancio e che riguardano un contratto scaduto da tre anni e cinque mesi. L’atto di indirizzo, commentano univocamente, arriva decisamente tardi.

 


 

Fonte: Universo Scuola | pubblicato in data